lunedì, ottobre 26, 2009

Carrambata: il Sun Times di Chicago parla del nostro Balsamico


Ho incontrato Sarah qui in Italia durante un suo stage di lavoro.
La sono andata a prendere all'Accademia Barilla per poi portarla in Acetaia a conoscere il Balsamico Tradizionale poi al Rigoletto e al Pescatore per sperimentare l'alta cucina italiana.
Dura la vita eh :-)

Sarah è la executive chef di Spiaggia Restaurant di Chicago, per chi non lo sapesse (dopo articoli e servizi al TG1) è il ristorante preferito dal Presidente Obama, dove lui stesso ha voluto festeggiare la sua elezione.

Lo scorso giugno sono andato a visitare il ristorante che ha festeggiato i 25 anni d'attività (cosa che, negli Stati Uniti, non è da poco) sotto la direzione "artistica" del grande chef Tony Mantuano (seguitelo in twitter! e anche Sarah) che da poco ha preso anche quella del ristorante Terzo Piano dell'Art Institute di Chicago.

Vedere una ragazza di venti-e-qualcosa anni dirigere una squadra di una trentina di persone suddivise tra IL ristorante, il cafè e l'area dei private-dining fa un certo effetto così come vederla impegnata assorbire come una spugna tutte le suggestioni e le parole sulla nostra tradizione culinaria durante il suo viaggio in Italia. Insomma, persone rare.

Sarah è stata intervistata da Sun Times di Chicago per un articolo sul Balsamico ed io ed il mio Balsamico, da stra-paraculato, ci sono finito in mezzo di brutto :-)

Grazie mille a Sarah per aver parlato di noi (e grazie a Stefano ed Alessandro di Viola Imports per avermela fatta conoscere).

mercoledì, ottobre 21, 2009

La madre dell'aceto

Avrei voluto scriverlo qui il post sulla madre dell'aceto, ma alla fine è andato a finire su Emiliabyfood.it. Non cambia niente, l'importante è capire che la madre è un veicolo. :-)


domenica, ottobre 11, 2009

E' partito Surbir!

Surbir è on line!


Il Surbir è la summa enogastronomica della nostra tradizione.
E' il piatto che mette assieme la povertà e la durezza del lavoro contadino con la ricchezza di sapori e profumi della tazzona di brodo di cappone, i cappelletti, parmigiano reggiano e lambrusco.

Da qualche giorno il surbir è anche un progetto web, costituito da una e-botteg: www.surbir.it e da un blog d'approfondimento sull'Emilia e sui prodotti che la fanno grande: www.emiliabyfood.it

Vi aspetto sia su Surbir.it che su Emiliabyfood.it per chiaccherare, condividere, discutere.

sabato, settembre 19, 2009

Mumble Mumble! L'aperitivo dolce-agro-musicale


Già la manifestazione "Piante e animali perduti" di Guastalla (ogni anno l'ultimo fine settimana di settembre), per i feticisti delle razze e delle varietà antiche, è una di quelle occasioni immancabili.

Se in più aggiungiamo un evento, un aperitivo (dalle 18.30 alle 20.30 circa) che profumi di musica e sia delizioso come miele e Balsamico, allora che cavolaccio ci stai ancora a fare lì così immobile?? ;-)

Prendi la cornetta, Mu.M.B.Le Mu.M.B.Le ti aspetta!

Domenica 27 settembre, a Palazzo Gonzaga di Guastalla

L'evento è aperto al pubblico, nel bel palazzo Gonzaga in pieno centro a Guastalla.
Se vorrai potrai sentire Joytiblu, potrai assaggiare un po' di cosine fatte dalle manine di Sandra, alias Un Tocco di Zenzero che giocherà con i mieli di Andrea Paternoster e i nostri Balsamici.

Un grazie di cuore per la collaborazione di
Olio Terre Rosse di Hispellum
I formaggi a caglio vegetale di Fattorie Fiandino
I vini di Cascina Gilli
Che ci daranno la possibilità di assaggiare anche i loro magnifici prodotti.

A domenica prossima!

sabato, settembre 12, 2009

Installazioni in corso


Lavori in corso oggi in acetaia.
Mentre aspettiamo il gruppo dei partecipanti all'evento di Novellara di questo week-end, Immaginare Futuro che arriveranno alle 17, sono arrivati gli artisti di Cavoretto Enrica e Massimo per incominciare ad allestire il primo percorso didattico-materico (?) sul Balsamico.

Buon lavoro e a presto!

venerdì, agosto 28, 2009

La cottura del mosto e il dilemma dell'Acidità


Questo post più per riempire il vuoto esistenziale-comunicativo di agosto, che per estroflettere un effettivo contenuto. Non so se mi spiego ...

In ogni caso nei prossimi giorni parte la vendemmia delle uve locali (ancellotta, marani, salamino, malbo gentile etc...) per la successiva e fondamentale cottura del relativo mosto.



La cottura è una tradizione che parte da più di duemila anni fa.
Era una delle pratiche, assieme a quella della "vinificazione", la cura delle api (a proposito, aspettatevi un post su questo tema prossimamente), la spontanea produzione di aceti, etc... che trovano una traccia in documenti antichi.

Un grazie quindi, prima di tutto, a coloro che l'hanno inventata e mi permettono di fare il fenomeno da baraccone in giro :-)


Cuocere a fuoco diretto è senza dubbio un'operazione invasiva.
L'effetto del calore è "deleteria" per certi aspetti. Pensiamo a tutti gli elementi termolabili (si può dire??) presenti in quel ricco sostrato che è il mosto fresco.

E' però, allo stesso tempo, una sorta di pre-digestione dell'alimento, un po' come tutte le cotture ma soprattutto trasforma completamente il prodotto iniziale.

E' un passaggio ad un altro mondo, ad un altro prodotto, una lavorazione metafisica insomma. Otteniamo il MOSTOCOTTO (scritto tutt'attaccato per rafforzare il fatto che si tratta di un prodotto nuovo, da mandare a memoria ed impararlo come se fosse un'unica cosa).

UNICO ingrediente del Balsamico Tradizionale.

Da qualche anno ricercatori dell'Università (in particolare Modena e Reggio Emilia) stanno cercando di capire se i fantomatici "furfurali", quelle sostanze che in misura corretta danno un buon profumo di cotto, facciano poi un po' male se in eccesso dato che è invasa l'abitudine di fare delle cotture a (relativamente) bassa temperatura (per evitare la "strinatura" e cioè la bruciatura degli zuccheri dell'uva) per lunghissimo tempo.

Noi invece pensiamo che
a- meno si concentra, meglio è
b- prima si va a casa, meglio è :-)

Perche?
Perche è vero che c'è da aspettare di più perchè si abbia quella bella densità a cui tutti anelano, ma è anche vero che è l'acidità il vero punto di forza/debolezza del Balsamico. E più si cuoce/concentra e più l'acidità è difficile da ottenere perchè "impedita" dall'eccesso di zuccheri


ACIDITA' che è la nostra vera sfida per il prossimo millennio.

E' un parametro e un sapore che sta inesorabilmente scomparendo nei prodotti confezionati e che informando (nel senso di condizionare) molte pratiche produttive
=
TUTTO GIRERA' SEMPRE DI PIU' VERSO IL GUSTO DOLCE

L'acidità è un gusto che, un tempo, era indispensabile nelle cibarie, perchè rappresentava assieme al dolce, il bilanciamento delle estremità, il raggiungimento della perfezione, in un'ottica "sensibile" che è stata persa, come l'abbraccio degli opposti, il ri-trovarsi dello yin e dello yan.

giovedì, luglio 23, 2009

Trussardi cafè, serata di degustazione con Carol Bouquet e me!

Che tipo di reazione avresti di fronte all’invito rivolto a te, piccolo produttore della campagna emiliana, da parte del direttore del Trussardi Cafè di Milano, per fare una presentazione dei tuoi prodotti nell’ambito di una serata dove è ci sarà pure una guest star per presentare, a sua volta, un suo prodotto?

Devo dire che non è stato facile metabolizzare la richiesta e dire di si.

La guest star in questione era Carole Bouquet quella che, per farmela visualizzare mi hanno suggerito che “interpretava il ruolo di ricercatrice nel cult movie Bingo Bongo”. Me la sono ricordata subito, era semplicemente spettacolare.
Madame Carole Bouquet è produttrice, a Pantelleria, del passito “Sangue d’oro” che è distribuito in Italia da Meregalli.

Ed ecco i pregiudizi, quelli che ti portano a pensare che un vino prodotto da un vip, innanzitutto non sia veramente da lui prodotto, ed ancora, che il vino in questione trovi facilmente distribuzione (e Meregalli, è un ottimo distributore a mio avviso!) perché forse i rappresentanti, e a cascata i rivenditori, possano utilizzare come argomento di vendita il fatto che un’attrice francese si sia messa a fare vino a Pantelleria etc.. etc… sorvolando quindi sulla bontà o meno del prodotto. E come sappiamo, di questi tempi, di “argomenti” ce n’è veramente bisogno.
Insomma, direi che sono approdato in piazza della Scala molto prevenuto, era poco.

La serata, che si è svolta il 2 luglio, è stata innanzitutto la prima di una serie di altri appuntamenti che si faranno, più o meno con la stessa dinamica, nei prossimi mesi.
Ideato dal bravo Giovanni Fiorin direttore del Cafè, il “format” è quello di una mini-cena solo su invito, massimo 15/20 persone tutte sedute attorno ad un unico tavolo nella veggy-veranda estiva dove si possa incontrare un produttore di vino, affiancato da un altro produttore, magari di food. Buon motivo per invitare opinion-leader del settore, ottimi clienti e giornalisti.

La serata è iniziata in perfetto orario, a mia sorpresa nella veranda estiva continuava l’andirivieni della clientela, gettando le basi per un ambiente non facile da gestire in termini di attenzione e rumore di fondo.
Nonostante io ami smodatamente il mio prodotto, sono perfettamente consapevole che sfracellare i testicoli sul perché e percome del Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, non costituisca un’attività molto ludica per chi sta ad ascoltare e per questo la situazione mi sembrava difficile.

Infatti, resasi conto del fatto che era impossibile parlare e farsi sentire da tutti, M.me Bouquet si è alzata in piedi di spinta ed ha incominciato a spiegare, in ottimo italiano, la sua creatura.
E’ stato come vedere l’arcangelo Gabriele, non solo per il fascino della signora in un elegante abito bianco, ma anche e soprattutto per il piglio appassionato col quale ha introdotto il suo amore per l’isola e per il suo vino. Tutti si sono ripresi da un apparente torpore e disattenzione e hanno incominciato a seguire il racconto.

Le belle foto di VG (grazie mille per il bel reportage!) rendono l’idea della partecipazione che Carole Bouquet ha messo nella sua presentazione, ricca di tali dettagli da far impallidire il migliore degli enologi.
Ha inoltre chiarito che si, non è lei fisicamente a potare, pigiare l’uva, fare i travasi, imbottigliare etc… facendo comprendere quanto il ruolo di produttore non sia solo quello legato alle operazioni materiali, ma includa anche altri livelli di partecipazione, la scelta della persone giuste, decidere maturazioni, assaggiare prove, utilizzare certi materiali di affinamento o meno … insomma, molto ma molto di più di quello che mi sarei aspettato da un’attrice impegnata nel wine-business, facendo così cadere buona parte dei miei pregiudizi.

E il vino? Innanzittutto azzardata quanto riuscita l’idea di servire il passito a tutto pasto.
A mio parere, stante l’impossibilità di una perfetta gestione della temperatura del vino per la situazione che si era creata (si poteva girovagare dal 2005 al 2006 a piacimento, facendosi riempire il bicchiere ad libitum), appena si scaldava un po’ troppo, diventava difficile approfittarne; nonostante questo i piatti creati dallo Chef Andrea Berton erano una scusa golosa per la degustazione.
Onestamente non ricordo quale dei due mi sia piaciuto di più, ero un po’ teso per via della presentazione che avrei dovuto fare per stare al livello della situazione che si era creata. Ho scomodato addirittura Virgilio in latino per raggiungere l’obiettivo e in più, non poteva mancare il mio insinuarsi come un’anguilla tra gli invitati, offrendo alcune gocce di Balsamico Tradizionale sui loro piatti.

Ho comunque avuto la riprova che sì, può essere che la firma dell’attrice posta sull’etichetta costituisca uno degli argomenti di vendita ma contemporaneamente, quando si assaggia il vino, si comprende che non avrebbe mai messo quella firma su un vino che non l’avesse quantomeno eguagliata dal punto di vista della personalità e della riconoscibilità.

Personalità che ha toccato il massimo quando alla mia richiesta “vuole due gocce di Balsamico Tradizionale bollino Oro Extra-vecchio sul dolce?” (cannolo siciliano), lei ha risposto: “no, sul dolce no grazie”.
CHI può rifiutare 2 gocce di Oro su di un dolce? Solo l’arcangelo Gabriele, e Carole Bouquet ☺




Scorticata 2009 - La collina dei piaceri


Partecipai alle prime edizioni e il luogo, unito alle tante persone che giungevano da ogni dove, resero fin da subito quest'evento "magico"
.
Ci ritorno con grande piacere, e solo leggere l'elenco dei produttori, la via delle osterie e immaginare come possano essere le colline romagnole con 'sto caldo, dovrebbe suggerire a tutti di venirci alla grande.

Dove: Torriana, sulle fresche colline di Rimini qui

Quando: da mercoledì 29 a venerdì 31 - dalle ore 20 a notte fonda

Perchè: perchè se ami le cose buone nei posti giusti, non puoi mancare

Vi aspetto!