venerdì, aprile 30, 2010

Travasi e rincalzi del Balsamico, trasloco del Blog

E' primavera, e per il Balsamico su nel fienile è tempo di travasi e rincalzi.

E' praticamente l'unica lavorazione importante, assieme alla cottura del mosto in autunno, che è necessario fare in Acetaia durante l'anno.


Ma in realtà travasiamo anche questo blog, che da questa piattaforma, passa su wordpress.

Tutti quelli interessati all'informazione disordinata sul Balsamico ed altro, che di solito gira su queste pagine, prego modificare l'indirizzo tra i bookmark, favorite, feed rss e chi più ne ha e più ne metta.

D'ora in poi lo troverete qui

Grazie mille e arrivederci!

martedì, marzo 30, 2010

Del come si fa a perdere (sputtanare) un prodotto "tipico" - 1

Copio e incollo dal Reg. CE 583 del 3/7/09 che istituisce l'IGP per l'Aceto Balsamico di Modena (quello da qualche milione di litri all'anno per intenderci)


"(5) La Grecia, dal canto suo, ha evidenziato l’importanza della produzione di aceto balsamico sul proprio territorio, commercializzato fra l’altro con i termini "balsamico" o "balsamon" e sulle conseguenze sfavorevoli che avrebbe la registrazione della denominazione "Aceto Balsamico di Modena" sull’esistenza di questi prodotti presenti anch’essi legalmente sul mercato da almeno cinque anni. La Grecia sostiene inoltre che i termini "aceto balsamico", "balsamic", ecc. siano generici."

Lascio a voi ogni considerazione in merito.

sabato, marzo 27, 2010

Invecchiamento e/o qualità nell'Aceto Balsamico Tradizionale

Primo di una serie di post che vorrei dedicare al tema del rapporto tra "invecchiamento" e "qualità" nel mondo del Balsamico Tradizionale.

Ma prima di parlarne il generale, vorrei mettere agli atti che abbiamo deciso di mettere bene in risalto il punteggio preso in degustazione dal campione presentato e successivamente imbottigliato.

Questa è la (vecchia) scheda di degustazione per il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.



Questa la prima bozza di "cartolina" che metteremo dentro ogni confezione di Tradizionale , fatta in onore dell'ultimo Balsamico imbottigliato, con il più alto punteggio "della storia umana e disumana" (cit.).

E nel retro mettere la nostra personale degustazione, più descrittiva, perchè un regalo della natura come un Grande Balsamico non può, comunque, essere circoscritto solo a dei numeri (anni o punteggio che siano).



(per le frasi finali stile Ben Hur, mi sono ispirato ai foglietti che accompagnano le tazze del caffè più buono del mondo: Giamaica Caffè di Gianni Frasi).

Il più sarà trovare la soluzione giusta per stamparne un centinaio per ogni lotto imbottigliato.
Graditi suggerimenti ed impressioni in merito. Grazie.

venerdì, marzo 05, 2010

Poesia d'inizio del listino prezzi

Quest'anno ho deciso di fare un listino prezzi "parlante".
Penso che il prezzo, da solo, non possa essere l'unica voce che si ode quando si sfoglia questo documento.

I rivenditori sono bombardati quotidianamente da miriadi di informazioni, proposte, segnali più o meno velati; dare per presupposto che tutte le nozioni che per noi prodotturi sono scontate quanto l'aria, siano tali anche per il rivenditore/negoziante/distributore, sarebbe una colpa grave.

Per questo, ho pensato di arricchire molto schematicamente il listino con citazioni, punti veloci e (spero) facilmente memorizzabili riguardo la metodologia produttiva o ricorsi storici.

Se fossi bravo con questi robi di grafica ci metterei anche piu' foto.

In seconda pagina, prima di tutto, ho messo anche una poesia.
Prima di andare in stampa mi dite se gira bene o se ha bisogno di essere corretta?
grazie :)



POESIA DEL LISTINO
Rima A-B, A-B, A-B, C-C

Potervi servire sarebbe per noi un grande onore

Se però qui cercate, il prezzo più basso del mercato

vi diremo di fermarvi, anche se con dolore.

Giudicare solo in base al prezzo, sarebbe un gran peccato,

cerchiamo invece - assieme - il miglior rapporto qualità/valore

vedrete che questo sforzo sarà ripagato,

perchè i vostri clienti sono sempre più in grado

di distinguere tra un brodo di cappone, ed uno fatto con il dado.



mercoledì, febbraio 10, 2010

Su #lambruschi3 e in generale sulla comunicazione del Lambrusco

(post fiume con abuso di diversi font per rendere la lettura un po' eccitante)

Ancora bollicine


Della squisita ospitalità di Lucia e Giulio de Il Mosnel, presso la loro magione in curte franca, per la degustazione di #lambruschi3, ho già detto qui.



Ingressi importanti

Alcune foto di questa giornata le potete trovare sul mio flickr (grazie al prezioso Claudio per gli scatti!)

La tavolata 1


Le mie considerazioni:

1 - questa giornata potrebbe entrare a pieno titolo nella lista degli eventi epocali del nuovo risorgimento del lambrusco.

2 - la comunicazione su questo vino, è stata cambiata tramite e grazie alla rete e a chi la vive. A costo zero.

Peccato che le "istituzioni" che dovrebbero essere preposte a questo, siano da anni impegnate ad investire tanto in manifestazioni prettamente autoreferenziali.

Quest'ultima affermazione mi provocherà sicuramente qualche problema "relazionale" ma penso sia incontrovertibile il fatto che, almeno negli ultimi anni (ove cioè ho potuto riscontrare personalmente)
gli eventi per promuovere il nostro vino del cuore, abbiano avuto la stessa agilità che ha un Hummer nel traffico cittadino.

= massima spesa con minima resa



Senza fare nomi mi riferisco a manifestazioni come "Il palio dei vini frizzanti".
Una ricerca su google, dà fin da subito il polso della situazione sotto diversi, sottili, punti di vista. E a chi indovina a cosa mi riferisco, subito in regalo un paio di bottiglie di Tradizionale :)

Per essere meno criptico: parto dal presupposto che la misura della benriuscita si possa misurare in particolare con due fattori

- CHI partecipa all'evento finale di premiazione
- QUALITA' e QUANTITA' della rassegna stampa generata

Nel primo caso, parlando degli anni 2006 e 2008 ove ero presente, azzardo un pubblico che va dall'70 al 80% di provenienza locale (Re- Mo - Pr - Bo), ben divisi tra istituzioni (che ormai rifiutano il cibo, per quante cene devono fare da copione), rappresentanti di consorzi/associazioni e produttori. E questa è autoreferenzialità pura.

Nel secondo caso (rassegna stampa), non l'ho mai vista tutta assieme ma ho come l'impressione che con la carta impiegata non si sia rischiato il disboscamento dell'Amazzonia.

Mi si potrà dire di tutto,
ma la constatazione che:
"per quello che è stato investito,
il rapporto tra costi/contatti
sia eccessivo e fuori da ogni regola di buon senso"
penso faccia cadere ogni tipo di obiezione.


Ovviamente ogni opinione contraria sarà benvenuta qui e in altre sedi (evitando possibilmente quelle legale).


Questo è comunque un problema che si può estendere in generale agli organismi istituzionali preposti alla promozione dell'enogastronomia italiana.

Parlo dell'Ice, parlo dei Consorzi in generale ad esempio.

Elefanti enormi, stanchi fuori e vecchi dentro,
che per vivere consumano tonnellate di cibo, che cercano di

farsi spazio e raggiungere l'obiettivo, in una giungla in continua e rapidissima evoluzione che li ingloberà inesorabilmente.

Ma torniamo alle considerazioni su #lambruschi3 .

3 - tecnicamente parlando: non si possono più fare degustazioni con 30 persone e con così tanti campioni (11).
I vari #lambruschi dovranno tornare ad avere una dimensione più umana (max 15 persone?) e meno impegnativa (max 7-8 campioni?)
(da notare che di solito si fa di tutto per fare quantità, mentre queste sono scelte di qualità).


4- infine, e questo fa parte della categoria "invece-di-godere-interiormente-del-successo-dell'evento-creato-con-il-tuo-amico-Patat0ne-il-tuo-disagio-esistenziale-fa-sì-che-pensi-subito-a-qualcosa-che-non-va", penso che anche per noi ci sia il grosso rischio, dietro l'angolo, di cadere nella autoreferenzialità tanto scomodata sopra.

Mi spiego: chi ha spontaneamente partecipato (DA TUTTA ITALIA - centro/nord), così i produttori invitati, noi stessi organizzatori, ci siamo ritrovati a condividere un modo quasi "unico" di interpretare il Lambrusco.

Subito questo entusiasma, è come vedere un gruppo leoni affamati davanti a belle bisteccone o, come un gruppo di giovani adolescenti entrare in un locale di lap-dance ... non che io ci sia mai stato eh! è che mi dicono che succeda così.

Ma c'è il rischio di cadere nell'errore di abituarsi, prenderci gusto, utilizzare queste preziose occasioni semplicemente per confermare ciò che già si pensa, perdendo quel sano spirito del "mettersi in gioco" confrontandosi con chi non la pensa come sè stessi.

E' per questo che avrei intenzione di chiamare anche i produttori, gli enologi, i responsabili dei vari consorzi, di quei lambruschi non-emozionanti ma perfetti (imho) che hanno fatto tanto discutere rispetto a quei non-lambruschi che invece fanno sospirare.


Chiudo con questa bella foto che ritrae perfettamente lo spirito del gioco e (personalmente) il vero motivo che mi spinge ad organizzare #lambruschi: sorrisi sinceri, roba mica così frequente da incontrare.

Vorrei inaugurare una nuova stagione per #lambruschi (anche se ancora all'inizio), passando dal concetto di conferma, a quello di confronto.

Cosa ne pensate?

mercoledì, febbraio 03, 2010

Un educational tour con chef d'oltreoceano

Oggi, alle 14,30, atterreranno all'aereoporto di Bologna due importanti chef in arrivo dagli Stati Uniti, Chicago esattamente.

Si tratta di Sarah Gruenenberg e Jaime Canete.
La prima executive chef di Spiaggia Restaurant.
Il secondo sous chef di Terzo Piano.



Fino al 14 febbraio staranno in Italia per il loro consueto viaggio di "educazione" alle nostre tradizioni enogastronomiche.

Ho organizzato il loro viaggio nei dettagli (anche se molte cose rimangono ancora contornate da un alone di mistero, soprattutto per la seconda parte del viaggio) che, per sommi capi prevede:


Lo stage al Ristorante Rigoletto, la partecipazione ad un assaggio ufficiale di Parmigiano Reggiano così come la partecipazione ad un assaggio ufficiale di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia e un po' di sano cazzeggio variegato (come vedere le rezdore mentre fanno la pasta e i cappelletti).
Poi ci si sposta in Sicilia e a Pantelleria, e anche qui se ne vedranno delle belle (basti pensare a Corrado Assenza e al Duomo, il passito dell'isola piu' a sud d'Italia etc...)

Twitterò un po' durante questo viaggio della Speranza Gastronomica Italiana con hastag
#chefsinitaly

Se qualcuno ha idee e suggerimenti (Sicilia, zona Modica, Ragusa, Catania), saranno i benvenuti. Così come donazioni per sostenere la missione :)

mercoledì, gennaio 13, 2010

Cose futili ma indimenticabili del 2009 e un pizzico di 2010

Ci sono esperienze che, oltre al divertimento che offrono nel loro divenire, si riflettono principalmente sulla tua componente "esterna" , on-line potremmo chiamarla la reputazione digitale, altre che invece ti lasciano intime soddisfazioni e lavorano "dentro".

Qui una miscellanea di cose belle accadute durante il 2009 che lavorano dentro e/o fuori:

1) GLI APICOLTORI SCOZZESI E LA MAGNIFICA SCOZIA



Checciazzecca il miele, gli apicoltori scozzesi con il Balsamico?
In sintesi la storia è che ho accompagnato quell'apicoltore nomade di Andrea Paternoster di Mieli Thun che sta lavorando al suo progetto chiamato Honey Park, per un'assistenza "linguistica" e "tecnica" (foto/video).



Tre giorni intensi ed affascinanti tra le Highlands Scozzesi, tra riserve private di cui gli apicoltori detengono da generazioni "le chivi", e luoghi incontaminati vivendo le emozioni del contatto di quel microcosmo che è l'Ape.

Si, quel morbido Teddy Bear sulla destra sono io :)


Un'esperienza Apica :) un vero e proprio privilegio per il quale ringrazio ancora una volta Andrea.



Qualche bel video è già su Honey Park.

2) DEGUSTAZIONE AL TRUSSARDI CAFFE'

Non aggiungo niente al già completo post di Claudio su Altissimo Ceto (più le mie considerazioni).
Location di altissimo livello, astanti pure, prestazioni interpretative degli attori, non da meno.

3) EVENTO VOIELLO WEB QB

Beh per questa chicca devo sicuramente ringraziare i ragazzi di Hagakure, bravissimi nel loro lavoro, e un grazie alla neomamma Sara.

Qui si è visto cosa accade quando dietro c'è un'azienda con i contro-testicoli e le idee chiare di chi si occupa della comunicazione.

Lasciamo stare la vittoria (sempre positiva per il proprio ego) strappata, pare!, per un solo voto alla squadra avversaria, quello di cui bisogna parlare qui è di un evento ben organizzato nei contenuti e nella realizzazione.

Questa micro rassegna stampa
- Espresso/Repubblica web
- Rai 3 TgNeapolis (minuto 7:30)
può forse essere sufficiente per dire che l'evento è andato bene.

Qui le ricette della serata, le belle foto di Ialla e il filmino completo, mettetevi lì una serata e fatevi due risate - non fate caso alle parolacce scappate nella concitata cucina :)


4) TWITTER DINNER IN ACETAIA
(con inaugurazione del percorso installativo-didattico artistico)

Possiamo dirlo con cognizione di causa. Hanno partecipato da tutt'Italia! Grazie per essere venuti fin qui e aver dimostrato che in Real Life è più bello che dietro una tastiera.


Acetaia 1




IMG_4547


La città è splendida (col caldo!) e ho instaurato un rapporto preferenziale con lo Chef Tony Mantuano e la neo executive Chef Sarah Gruenenberg di Spiaggia e di Terzo Piano. Rapporti professionali ed umani dal peso specifico enorme grazie al privilegio di essere "staffetta" della Tradizione del Balsamico.

6) LA NOUVELLE VAGUE DEL LAMBRUSCO (ultima della lista solo per caso)

"Partita" per caso e per passione, come tutte le cose più belle. Spero che questa rinascita dei Lambruschi e l'entusiasmo che porta con sè, cresca come la fermentazione spontanea che rende uniche e regala emozioni attraverso le bollicine che amiano.
Qui il punto della situazione di questo percorso.

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Bene.
Il 2010 si apre invece con questo servizio di Linea Verde su Rai 1

Lo considero un punto d'arrivo quasi come un "consolidamento" e un conferire "legittimità" agli sforzi fatti fino a qui.
Un servizio televisivo che parla di te per le scelte di vita fa un pò specie diciamo.
E' buono per il tuo ego, ma forse crea "aspettativa" per ciò che ha da venire.
Quest'anno sarà un anno di cambiamenti ciclopici, personali e lavorativi.
Mi preparo a tutto, anche a ricominciare da zero.

mercoledì, dicembre 30, 2009

Buon anno.

Chiudere l'anno senza l'ansia del "post di fine anno": priceless.

Mi posso quindi sfogare in un fragoroso "Buon annooooo"!


Foto dedicata ad una delle esperienze topiche del 2009

giovedì, dicembre 03, 2009

BWD - Baratto Wine Day i giorni dopo

Praticamente il post che avrei dovuto scrivere sul BWD è nel commento al post di Davide nell'apposito post su Intravino. Non so se mi spiego...

Qui e qui altre considerazioni in merito con il prezioso apporto di foto e video.

L'idea, ma più che l'idea, è il suo meccanismo ad essere molto divertente.

Faccio mea-culpa per non aver portato proprio ehm ... il *meglio* dalla mia cantina, non mi aspettavo un tale livello di proposta, anche se con un Franciacorta super-commerciale stavo strappando un magnum all'Erika di Barbaterre che avrebbe mandato in crisi Vittorio :-P

Infine un grazie a Il Rigoletto e a Surbir.it che ne ha sponsorizzato il pranzo, per aver concretizzato il "desinar coi Vignaioli" (prove tecniche di naming in corso).
Un momento di grande cucina e gioviale degustazione in presenza dei produttori (Barbaterre, Cantine Storchi, Cinquecampi e l'extra-territoriale Mirco Mariotti).

Baratto(lamente) vostro

giovedì, novembre 26, 2009

Tasting Panel Brunello: la grappa di Spergola


Ho avuto il piacere di ricevere il pacco dalle Distillerie Brunello per partecipare al suo tasting panel.
Ho scelto, e non poteva essere diversamente, la grappa di Spergola di Scandiano.

Anzitutto un inchino a questo vitigno localissimo, tipica della collina reggiana, che da qualche anno e' oggetto di esaltanti interpretazioni da parte di alcuni vignaioli locali.
Qui e qui qualche esempio.

E un plauso alla Famiglia Brunello per averlo riscoperto assieme ad altre tipologie che nessuno conosce.

La confezione si presenta perfettamente completa, con i suoi due bicchieri da degustazione, le lettere di accompagnamento e presentazione dell'inziativa, tutto fatto a regola d'arte (cose che invidio un sacco insomma! :-)

Attendo la serata giusta da camino-e-divano e inizio l'assaggio.

Nel bicchiere e' trasparente, brillante.

A bicchiere fermo ciò che mi colpisce subito sono note affumicate, di castagna cotta (poteva essere anche il camino). E mi sorprendo perchè gli aromi arrivano prima dello "spirito" tanto che non è difficile mantenere la narice nel bicchiere.

Faccio girare un po' il bicchierino, ci sono agrumi, fragoline (di Ribera), petali di un fiore rosso.

Assaggio, la mia percezione dell'alcol è più alta di quanto avessi previsto dopo l'olfazione, e il gusto che riesco a identificare tra gli aromi veicolati dall'alcol, c'è quello di mandorla amara e radice (raspo d'uva?).

Il naso mi ha entusiasmato di più rispetto alla bocca, anche se ad un secondo assaggio il giorno dopo, tutto si è presentato in modo più armonico. Di certo non riuscirei a ricollegare questo distillato al vitigno originale, ciò che è certo è che dopo l'assaggio (ripetuto) di qualche calic-ino, non ho avuto nessun problema di panc-ino.
Non so voi, ma certe grappe mi provocano un bruciore di stomaco strepitoso, questa no.

Augh!

mercoledì, novembre 18, 2009

Evento Voiello: stasera a Milano rischieremo la faccia

Stasera a Milano, nella lustratissima Terrazza Visconti, io e la mia squadra (Caf e Cos) sfideremo quella zenzerina di Sandra e le sue compagne di merende.

Tutto parte più o meno da qui, da Casa Voiello e da quelle menti duepppuntozzero di Hagakure.

Hanno chiesto a me e a Sandra di formare due squadre composte da altri due esauriti-da-web&cibo (foodblogger) ciascuna.
Ci saremmo dovuti sfidare davanti ad una platea di 40 giornalisti (miracolosamente lievitata a 60 nelle ultime ore) cucinando due piatti di pasta, Voiello of course, da sottoporre a loro integerrimo giudizio.

In sintesi le mie ultime parole incise nel web prima della sfida epica di stasera (coda di paglia on):

  • - NON siamo cuochi come le nostre sfidanti! :-P
  • - NON abbiamo mai provato le ricette definitive!

Detto questo, siamo pronti per dare il tutto per tutto e, come eventuale exit-strategy penso di portare una bella mortadella (non si sa mai).

Ah! giusto per dare l'opportuno risalto, l'evento si potrà seguire anche in diretta web.
Pensavamo noi di circoscrivere la cosa a poche persone eh!?

La foto non c'entra molto, ma mi piaceva.
E comunque stanno mangiando pasta!

lunedì, ottobre 26, 2009

Carrambata: il Sun Times di Chicago parla del nostro Balsamico


Ho incontrato Sarah qui in Italia durante un suo stage di lavoro.
La sono andata a prendere all'Accademia Barilla per poi portarla in Acetaia a conoscere il Balsamico Tradizionale poi al Rigoletto e al Pescatore per sperimentare l'alta cucina italiana.
Dura la vita eh :-)

Sarah è la executive chef di Spiaggia Restaurant di Chicago, per chi non lo sapesse (dopo articoli e servizi al TG1) è il ristorante preferito dal Presidente Obama, dove lui stesso ha voluto festeggiare la sua elezione.

Lo scorso giugno sono andato a visitare il ristorante che ha festeggiato i 25 anni d'attività (cosa che, negli Stati Uniti, non è da poco) sotto la direzione "artistica" del grande chef Tony Mantuano (seguitelo in twitter! e anche Sarah) che da poco ha preso anche quella del ristorante Terzo Piano dell'Art Institute di Chicago.

Vedere una ragazza di venti-e-qualcosa anni dirigere una squadra di una trentina di persone suddivise tra IL ristorante, il cafè e l'area dei private-dining fa un certo effetto così come vederla impegnata assorbire come una spugna tutte le suggestioni e le parole sulla nostra tradizione culinaria durante il suo viaggio in Italia. Insomma, persone rare.

Sarah è stata intervistata da Sun Times di Chicago per un articolo sul Balsamico ed io ed il mio Balsamico, da stra-paraculato, ci sono finito in mezzo di brutto :-)

Grazie mille a Sarah per aver parlato di noi (e grazie a Stefano ed Alessandro di Viola Imports per avermela fatta conoscere).

mercoledì, ottobre 21, 2009

La madre dell'aceto

Avrei voluto scriverlo qui il post sulla madre dell'aceto, ma alla fine è andato a finire su Emiliabyfood.it. Non cambia niente, l'importante è capire che la madre è un veicolo. :-)


domenica, ottobre 11, 2009

E' partito Surbir!

Surbir è on line!


Il Surbir è la summa enogastronomica della nostra tradizione.
E' il piatto che mette assieme la povertà e la durezza del lavoro contadino con la ricchezza di sapori e profumi della tazzona di brodo di cappone, i cappelletti, parmigiano reggiano e lambrusco.

Da qualche giorno il surbir è anche un progetto web, costituito da una e-botteg: www.surbir.it e da un blog d'approfondimento sull'Emilia e sui prodotti che la fanno grande: www.emiliabyfood.it

Vi aspetto sia su Surbir.it che su Emiliabyfood.it per chiaccherare, condividere, discutere.

sabato, settembre 19, 2009

Mumble Mumble! L'aperitivo dolce-agro-musicale


Già la manifestazione "Piante e animali perduti" di Guastalla (ogni anno l'ultimo fine settimana di settembre), per i feticisti delle razze e delle varietà antiche, è una di quelle occasioni immancabili.

Se in più aggiungiamo un evento, un aperitivo (dalle 18.30 alle 20.30 circa) che profumi di musica e sia delizioso come miele e Balsamico, allora che cavolaccio ci stai ancora a fare lì così immobile?? ;-)

Prendi la cornetta, Mu.M.B.Le Mu.M.B.Le ti aspetta!

Domenica 27 settembre, a Palazzo Gonzaga di Guastalla

L'evento è aperto al pubblico, nel bel palazzo Gonzaga in pieno centro a Guastalla.
Se vorrai potrai sentire Joytiblu, potrai assaggiare un po' di cosine fatte dalle manine di Sandra, alias Un Tocco di Zenzero che giocherà con i mieli di Andrea Paternoster e i nostri Balsamici.

Un grazie di cuore per la collaborazione di
Olio Terre Rosse di Hispellum
I formaggi a caglio vegetale di Fattorie Fiandino
I vini di Cascina Gilli
Che ci daranno la possibilità di assaggiare anche i loro magnifici prodotti.

A domenica prossima!

sabato, settembre 12, 2009

Installazioni in corso


Lavori in corso oggi in acetaia.
Mentre aspettiamo il gruppo dei partecipanti all'evento di Novellara di questo week-end, Immaginare Futuro che arriveranno alle 17, sono arrivati gli artisti di Cavoretto Enrica e Massimo per incominciare ad allestire il primo percorso didattico-materico (?) sul Balsamico.

Buon lavoro e a presto!

venerdì, agosto 28, 2009

La cottura del mosto e il dilemma dell'Acidità


Questo post più per riempire il vuoto esistenziale-comunicativo di agosto, che per estroflettere un effettivo contenuto. Non so se mi spiego ...

In ogni caso nei prossimi giorni parte la vendemmia delle uve locali (ancellotta, marani, salamino, malbo gentile etc...) per la successiva e fondamentale cottura del relativo mosto.



La cottura è una tradizione che parte da più di duemila anni fa.
Era una delle pratiche, assieme a quella della "vinificazione", la cura delle api (a proposito, aspettatevi un post su questo tema prossimamente), la spontanea produzione di aceti, etc... che trovano una traccia in documenti antichi.

Un grazie quindi, prima di tutto, a coloro che l'hanno inventata e mi permettono di fare il fenomeno da baraccone in giro :-)


Cuocere a fuoco diretto è senza dubbio un'operazione invasiva.
L'effetto del calore è "deleteria" per certi aspetti. Pensiamo a tutti gli elementi termolabili (si può dire??) presenti in quel ricco sostrato che è il mosto fresco.

E' però, allo stesso tempo, una sorta di pre-digestione dell'alimento, un po' come tutte le cotture ma soprattutto trasforma completamente il prodotto iniziale.

E' un passaggio ad un altro mondo, ad un altro prodotto, una lavorazione metafisica insomma. Otteniamo il MOSTOCOTTO (scritto tutt'attaccato per rafforzare il fatto che si tratta di un prodotto nuovo, da mandare a memoria ed impararlo come se fosse un'unica cosa).

UNICO ingrediente del Balsamico Tradizionale.

Da qualche anno ricercatori dell'Università (in particolare Modena e Reggio Emilia) stanno cercando di capire se i fantomatici "furfurali", quelle sostanze che in misura corretta danno un buon profumo di cotto, facciano poi un po' male se in eccesso dato che è invasa l'abitudine di fare delle cotture a (relativamente) bassa temperatura (per evitare la "strinatura" e cioè la bruciatura degli zuccheri dell'uva) per lunghissimo tempo.

Noi invece pensiamo che
a- meno si concentra, meglio è
b- prima si va a casa, meglio è :-)

Perche?
Perche è vero che c'è da aspettare di più perchè si abbia quella bella densità a cui tutti anelano, ma è anche vero che è l'acidità il vero punto di forza/debolezza del Balsamico. E più si cuoce/concentra e più l'acidità è difficile da ottenere perchè "impedita" dall'eccesso di zuccheri


ACIDITA' che è la nostra vera sfida per il prossimo millennio.

E' un parametro e un sapore che sta inesorabilmente scomparendo nei prodotti confezionati e che informando (nel senso di condizionare) molte pratiche produttive
=
TUTTO GIRERA' SEMPRE DI PIU' VERSO IL GUSTO DOLCE

L'acidità è un gusto che, un tempo, era indispensabile nelle cibarie, perchè rappresentava assieme al dolce, il bilanciamento delle estremità, il raggiungimento della perfezione, in un'ottica "sensibile" che è stata persa, come l'abbraccio degli opposti, il ri-trovarsi dello yin e dello yan.

giovedì, luglio 23, 2009

Trussardi cafè, serata di degustazione con Carol Bouquet e me!

Che tipo di reazione avresti di fronte all’invito rivolto a te, piccolo produttore della campagna emiliana, da parte del direttore del Trussardi Cafè di Milano, per fare una presentazione dei tuoi prodotti nell’ambito di una serata dove è ci sarà pure una guest star per presentare, a sua volta, un suo prodotto?

Devo dire che non è stato facile metabolizzare la richiesta e dire di si.

La guest star in questione era Carole Bouquet quella che, per farmela visualizzare mi hanno suggerito che “interpretava il ruolo di ricercatrice nel cult movie Bingo Bongo”. Me la sono ricordata subito, era semplicemente spettacolare.
Madame Carole Bouquet è produttrice, a Pantelleria, del passito “Sangue d’oro” che è distribuito in Italia da Meregalli.

Ed ecco i pregiudizi, quelli che ti portano a pensare che un vino prodotto da un vip, innanzitutto non sia veramente da lui prodotto, ed ancora, che il vino in questione trovi facilmente distribuzione (e Meregalli, è un ottimo distributore a mio avviso!) perché forse i rappresentanti, e a cascata i rivenditori, possano utilizzare come argomento di vendita il fatto che un’attrice francese si sia messa a fare vino a Pantelleria etc.. etc… sorvolando quindi sulla bontà o meno del prodotto. E come sappiamo, di questi tempi, di “argomenti” ce n’è veramente bisogno.
Insomma, direi che sono approdato in piazza della Scala molto prevenuto, era poco.

La serata, che si è svolta il 2 luglio, è stata innanzitutto la prima di una serie di altri appuntamenti che si faranno, più o meno con la stessa dinamica, nei prossimi mesi.
Ideato dal bravo Giovanni Fiorin direttore del Cafè, il “format” è quello di una mini-cena solo su invito, massimo 15/20 persone tutte sedute attorno ad un unico tavolo nella veggy-veranda estiva dove si possa incontrare un produttore di vino, affiancato da un altro produttore, magari di food. Buon motivo per invitare opinion-leader del settore, ottimi clienti e giornalisti.

La serata è iniziata in perfetto orario, a mia sorpresa nella veranda estiva continuava l’andirivieni della clientela, gettando le basi per un ambiente non facile da gestire in termini di attenzione e rumore di fondo.
Nonostante io ami smodatamente il mio prodotto, sono perfettamente consapevole che sfracellare i testicoli sul perché e percome del Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, non costituisca un’attività molto ludica per chi sta ad ascoltare e per questo la situazione mi sembrava difficile.

Infatti, resasi conto del fatto che era impossibile parlare e farsi sentire da tutti, M.me Bouquet si è alzata in piedi di spinta ed ha incominciato a spiegare, in ottimo italiano, la sua creatura.
E’ stato come vedere l’arcangelo Gabriele, non solo per il fascino della signora in un elegante abito bianco, ma anche e soprattutto per il piglio appassionato col quale ha introdotto il suo amore per l’isola e per il suo vino. Tutti si sono ripresi da un apparente torpore e disattenzione e hanno incominciato a seguire il racconto.

Le belle foto di VG (grazie mille per il bel reportage!) rendono l’idea della partecipazione che Carole Bouquet ha messo nella sua presentazione, ricca di tali dettagli da far impallidire il migliore degli enologi.
Ha inoltre chiarito che si, non è lei fisicamente a potare, pigiare l’uva, fare i travasi, imbottigliare etc… facendo comprendere quanto il ruolo di produttore non sia solo quello legato alle operazioni materiali, ma includa anche altri livelli di partecipazione, la scelta della persone giuste, decidere maturazioni, assaggiare prove, utilizzare certi materiali di affinamento o meno … insomma, molto ma molto di più di quello che mi sarei aspettato da un’attrice impegnata nel wine-business, facendo così cadere buona parte dei miei pregiudizi.

E il vino? Innanzittutto azzardata quanto riuscita l’idea di servire il passito a tutto pasto.
A mio parere, stante l’impossibilità di una perfetta gestione della temperatura del vino per la situazione che si era creata (si poteva girovagare dal 2005 al 2006 a piacimento, facendosi riempire il bicchiere ad libitum), appena si scaldava un po’ troppo, diventava difficile approfittarne; nonostante questo i piatti creati dallo Chef Andrea Berton erano una scusa golosa per la degustazione.
Onestamente non ricordo quale dei due mi sia piaciuto di più, ero un po’ teso per via della presentazione che avrei dovuto fare per stare al livello della situazione che si era creata. Ho scomodato addirittura Virgilio in latino per raggiungere l’obiettivo e in più, non poteva mancare il mio insinuarsi come un’anguilla tra gli invitati, offrendo alcune gocce di Balsamico Tradizionale sui loro piatti.

Ho comunque avuto la riprova che sì, può essere che la firma dell’attrice posta sull’etichetta costituisca uno degli argomenti di vendita ma contemporaneamente, quando si assaggia il vino, si comprende che non avrebbe mai messo quella firma su un vino che non l’avesse quantomeno eguagliata dal punto di vista della personalità e della riconoscibilità.

Personalità che ha toccato il massimo quando alla mia richiesta “vuole due gocce di Balsamico Tradizionale bollino Oro Extra-vecchio sul dolce?” (cannolo siciliano), lei ha risposto: “no, sul dolce no grazie”.
CHI può rifiutare 2 gocce di Oro su di un dolce? Solo l’arcangelo Gabriele, e Carole Bouquet ☺




Scorticata 2009 - La collina dei piaceri


Partecipai alle prime edizioni e il luogo, unito alle tante persone che giungevano da ogni dove, resero fin da subito quest'evento "magico"
.
Ci ritorno con grande piacere, e solo leggere l'elenco dei produttori, la via delle osterie e immaginare come possano essere le colline romagnole con 'sto caldo, dovrebbe suggerire a tutti di venirci alla grande.

Dove: Torriana, sulle fresche colline di Rimini qui

Quando: da mercoledì 29 a venerdì 31 - dalle ore 20 a notte fonda

Perchè: perchè se ami le cose buone nei posti giusti, non puoi mancare

Vi aspetto!