giovedì, novembre 30, 2006

Altre immagini dalla Notte Bianca

Un'altra piccola galleria della serata compleanno Notte Bianca ecc... dell'Acetaia vanno a rimpinzare la "Ego Section" del Blog.


From Verona & Reggio Emilia with love.




Ale alle prese con Miss Lotteria










Un saluto alla folla in attesa dell'estrazione finale ....







Giulianaaa!!! E' lei la vincitrice del primo premio!!

Io e Giac mentre spiegamo in cosa consiste il premio, un week end di countrycharme all'agriturismo Pule nel cuore della Valpolicella.
Che donna fortunata!






In compagnia di miss Eleganza Correggio 2006 e miss Criniera di leone 2007, sorpresi con l'occhio da coyote...








Dopo un certo orario, le pose plastiche, e non solo, abbondano








La torta di compleanno.
Gentilmente donata dal Forno Paroli di Novellara, un soffice letto di pandispagna con fragole e panna, per l'occasione innaffiata con Balsamico Tradizionale bollino Argento ... Oooohh!! Che esagerasioun!!

mercoledì, novembre 29, 2006

Un paio d'immagini dalla Notte Bianca

Foto gentilmente concesse da Luca Matita Montanari, the architetts.
















Come mi sento metropolitano ....

martedì, novembre 28, 2006

Il compleanno dell'Acetaia: la Notte Bianca 2006

Neppure il primo compleanno dell'Infanta Leonor di Spagna (al secolo Leonor de Todos los Santos de Borbón y Ortiz ole'!) era atteso tanto come quello dell'Acetaia nel sua nuovavecchia sede in Strada Pennella. Ricordando l'anno scorso, che metri di neve ne imbiancarono l'inaugurazione, anche quest'anno la Notte e' stata "Bianca" ... o passata "in bianca".
Piu' di 500 candele hanno setosamente illuminato la notte dell'Acetaia, l'atmosfera era calda, gli ospiti bellissimi e bravissimi, nessuno si e' ustionato nonostante si impegnasse a bere e ballare con una candela in mano.
Le prime luci dell'alba hanno come al solito accolto i tortelli volanti di Simone, atterrati (quasi tutti) sani e salvi nella mezza forma di parmigiano, pronta a sciogliersi in un parmigianoso abbraccio.
Volevo ringraziare, in ordine casuale
- andrea, barman, che ha servito gli assetati proponendo il nuovo cocktail della stagione primavera esatate 2009: KaipiSABoskA.
- MircoB Dj, note che hanno fatto ballare anche gente solitamente ingessata.
- Simone, MammaCarla, lo scef Luca, che hanno aperto le ostriche con tutto quello che capitava, coltellino per Parmigiano incluso (risultato spettacolo), senza amputarsi qualche arto.
- Elisa, fondamentale il servizio in sala dance
- Monia per il supporto, anzi, I supporti, lotteria, e la vergine che ha estratto i numeri vincitori (chi era???)
- Dino e gli amici di Reggio, arrivati dalla notte tutti in fila indiana con la candelina in mano, un po' sette nani, un po' processione pasquale.
- l'Anto e gli altri amici di Reggio.
- Manu e Vinci da Padova, quest'ultimo con il contratto ufficiale di "Adotta una Batteria!"
- tutti quelli che hanno fatto foto e che me le invieranno, dato che l'unica che ho fatto e' quella qui sotto ... che comunque mi commuove da tanto che e' spettacolarmente ChristmasPace&LoveStyle.

Grazie a tutti!

lunedì, novembre 20, 2006

Dalla Russia notizie di Record Del Mondo!

Giacomo, in spedizione punitiva a Mosca e dintorni, mi riferisce giusto 5 minuti fa che forse abbiamo trovato l'esemplare da Guinness: "Condimento Mussini 100 anni (OOoooleeee!!), 50 ml: 350,00 euro".

Per chi volesse saperne di piu' ed eventualmente prenotare un "centenario", qui lo puo' fare ... declino ogni responsabilita'!! :-)

domenica, novembre 19, 2006

Gioco a premi

Chi indovina i 5 componenti del dessert degustazione di un famoso ristorante stAllato, vince una bottiglia di Extra-vecchio 25 anni.
Op! op! Forza!

sabato, novembre 18, 2006

Merano Internationl Wine Festival 2006


Sono reduce (quello in foto e' Giacomo!) da un Merano International Wine Festival ... come dire ... "diverso".

E' cambiata l'organizzazione, reso sicuramente piu' "commerciale", ha perso, come per magia, il fascino che lo ha da sempre contraddistinto.

Gli espositori, perlomeno nel "culinaria", sono decuplicati, con qualche dubbio sulla esclusivita' della produzione. Ma va bene cosi', tutto cambia prima o poi. Rimane comunque sempre "bello", laccato, un po' esclusivo si, quello sempre, pero' se le manifestazioni si giudicano da CHI le frequenta, allora quest'anno siamo andati un po' cosi' cosi'. Per carita', il pubblico dei privati curiosi e appassionati ha tutte le ragioni per pretendere attenzioni e cure, soprattutto dopo aver sborsato un 70ino per l'ingresso, sta in realta' ai produttori decidere dove volersi proporre e a chi. E da quest'anno ci ripenserei un attimo prima di confermare l'iscrizione.

In realta' quest'ultima manifestazione mi da' comunque l'opportunita' di affrontare altre due questioni:
1- ospitalita' dell'estremo Alto Adige: riassumibile, per quanto riguarda quelle esperienziata, "Unde sverzellen chemmenefrega a me' der italianen de 'staceppen?"

2- ma 'sti operatori del settore? Ce ne sono?? E se si, che fanno in 'ste fiere?

Punto 1: tragedia delle tragedie. Anche a costo di beccare 22 querele (per cosa poi?), a partire dall'Hotel "Lisetta" a Tirolo, passando per il ristorante (ristorante??!?) Ritterkeller di Caldaro, ad uno dei ristoranti Forst, quello in centro, tutto ha supportato e convalidato quel mio vecchio luogo comune secondo il quale lassu' sulle montagne, dove c'e' scritto prima in tedesco che italiano, c'e' una puntina di ostilita' verso l'italiano...peccato.
Si, al Lisetta, ci tornerei, non fosse altro per il fantastico rapporto prezzo/valore, appena fuori centro Merano, e pieno di optionals interessanti, pero' vi prego, un sorriso, un po' meno di "chiappastretta", un po' meno fretta di andare a nanna, un po' meno di "beh voi italiani andate a mangiare tardi" ... VOI italiani??? Aho! :-)

No comment per il Ritterkeller, che salvo dalla formattazione dei ricordi pessimi solo perche' la prima parte del nome mi ricorda la cioccolata a quadrettoni che si compra solitamente in baita. Paura. veramente. non ho parole. basta.

Forst "gatto rosso" che in quella lingua la' e' cazqualcosa, anche qui poche parole. Tristezza ...

Si, siamo stati sfortunati lo so.

Punto 2: illuminazione dell'espositore che guarda da dietro il banco orde di frequentatori, riconoscendo
a- privati che timidamente approcciano il tavolo chiedendo un assaggio, e alla bastarda domanda se sono operatori o meno, o rispolverano l'abero genealogico tirando fuori il prozio carpiato che, forse, gestiva un negozio oppure riferiscono che apriranno a "breve" un posto;

b- ovvero quei privati che, meno timidamente e forti del fatto di aver pagato il biglietto d'ingresso, hanno titolo per pretendere tutta l'acetaia gatti inclusi;

c- ovvero ancora quelli gia' clientiNI, che con l'amico (o piu' spesso, con la gnocca) di turno sborroneggiano in giro facendogli assaggiare il top di tutti e poi nel loro locale usano il balsamico ungherese.

Infine, loro , i veri protagonisti della storia, (d) i professionisti, precisi e determinati come un missile gusto-guidato, arrivano, assaggiano (chiedono conferma alla moglie) e poi ordinano. Tempo 10 minuti e la fiera raggiunge il suo scopo principe (= l'ordine). Santi subito!!

Immagini dall'estero

Paolo, dello Real Group's staff, impegnato a sfettolare un patanegra in amicizia, sotto lo sguardo capperoso di Gianni Clooney Busetta.





Aria fresca e frizzante come la Perrier.

L'Olio Extra Vergine alla clorofilla

Scopro dalla rete uno dei tanti scandaletti del mondo enogastronomico, l'ultimo era delle bufale dopate .... stupirsi di questo sarebbe come credere al fatto che i ciclisti siano tutti "nature".
Dicevamo, l'ultimo scandalo e' il risultato di operazione dei Nas su Milano: "sequestrati 1500 litri di falso Extra Vergine colorato con clorofilla a Milano" ... e vabbe'! e che sara' mai! E dei milioni di ettolitri di falso balsamico colorato con caramello che dovremmo dire? E' proprio vero che e' tutto relativo ...

venerdì, novembre 03, 2006

Il Salone a mente fredda.


Il fatto che quelli di Slow Food abbiano perso l'aurea dei santi, e siano stati collocati, nella piu' corretta categoria degli "imprenditori rampanti" (di successo), non sconvolge ormai piu' di tanto; bisogna infatti ammettere, senza ombra di dubbio, che il Salone del Gusto e' tra gli eventi piu' riusciti dell'anno. Aggiungerei in crescita. Centomila persone almeno hanno affollato le varie vie dei sapori predisposte al Lingotto.
Gia' dagli States, c'era grande attesa per "Terramadre".
Nuovi temi, si aggiungono a quelli finora cavalcati, com'era quello della Biodiversita'.
Ora abbiamo anche l' "eticamente corretto", il "fair product". E anche questo, per alcune aziende che smaniano di trovare un pretesto commerciale qualsiasi, diventera' uno di quegli argomenti cosi' come lo erano stati la tipicita' ecc... patacche insomma. E che giustamente devono stimolare il proprio senso critico.

E' pero' grazie a questo intento ethicallycorrect che si sono viste facce fantastiche di persone da ogni angolo del mondo, offrire le loro "opere d'arte" a migliaia di persone, me incluso, che volevano mettersi a posto la coscienza comprando la spremutina di arancia del chenneso', piuttosto che il dolcetto fatto con le povere mani del pastore del Peru', piuttosto che, ancora, il caffe' Hueuetenangotorrefattoalegnagraziealprogettonellecarceritorinesidellemolinetteecc ... ronf ronf....

Cosi' come, illuminanti piu' che mai, sono gli sguardi attoniti dei produttori "vecchi", quelli veramente Veri, sbigottiti di fronte a tutti quelli, sempre me compreso, che santificavano prodotti che fino a qualche anno fa erano senza alcuna considerazione, poveri. Penso a quelli che cavano da mille anni, non tanto lontano da noi, il Sale a Cervia, consapevoli piu' che mai che essere oggetto di una moda puo' fare miracoli.

Purtroppo, anche se si e' degli insider dall'inizio alla fine, non c'e' mai il tempo e forse la voglia di dare una bella occhiata in giro, e vedere l'evento con gli occhi dello spettatore.
Dal punto di vista del produttore, fa sempre un po' specie essere a casa del salvatore dei piccoli , che pero' mangia la pappa tutti i giorni grazie ai grandi ... ma anche questo ormai, cioe' passare davanti agli stand di Lavazza, De Cecco, Berlucchi, facendo la battutona "ah! questo e' un piccolo artigiano!", non fa piu' ridere, fa parte del gioco.

Cosi' come bello deve essere il gioco che metteranno su gli amici di Eataly, a partire dai prossimi mesi, aprendo qua e la' per l'Italia delle cose come Outlet del Gusto, mega magazzini del buon cibo e vino, sullo stile di quelli che gia' si vedono da anni all'estero. Il progetto e' spettacolare, ristrutturare ambienti di archeologia industriale e trasformarli in piccole citta' dove si dovrebbe trovare il meglio per quanto riguarda ciboevino. Ristoranti, botteghe e a tema, pescheria, forno, enoteca, laboratori continui ecc... il paradiso insomma.
Peccato solo che per entrare ed essere fornitori ci sia da assumere quella classica postura che presuppone un retroinserimento poco piacevole.
Purtroppo infatti, per vedere i propri prodotti sugli scaffali, c'e' da dimenticare la propria etica commerciale, stracciare il listino e farsi guidare nelle condizioni amichevoli predisposte sul contratto che, se non mi sbaglio, si intitola "......" (porcavaccanonricordomalopostoappenalotrovo).

Gia' il fatto che anche una banca si sia preoccupata dei fornitori, non e' affatto un buon segno :-)



Ovviamente, il partner d'eccezione e' Slow Food, e quindi, tutto quadra.

Invidie e animi rivoluzionari a parte, l'importante e' che il prodotto enogastronomico locale, vero o, ahinoi, fintarello che sia, continui ad essere il punto d'arrivo di molte persone di qualsiasi estrazione sociale. Ovunque ci si muova e per qualsiasi motivo, cio' che commuove ancora (e spero ancora per molto tempo) e' sempre il frutto della terra-tradizione-uomo: non apprezzato come mero prodotto ma come portatore di una storia che ancora ci appassiona, ora piu' che mai perche', forse, c'e' bisogno di un ritorno alla "natura" in senso lato (storia-memoria-sensazioni gustative), che poi e' cio' che ci costituisce.

Segnalo, per quanto riguarda il Salone, un paio di interventi interessanti presi velocemente on line:
- teatronaturale
- quel mito di Paolo Marchi, che non dimenticheremo mai per il suo articolone su Il Giornale che citava (e questo non me lo dimentico neanche ....) "Reggio approfitta della crisi di Modena e si fa bella con il suo Aceto" ... una roba da xxxxx.
Da segnare il suo Blog: Marghi di Gola.










Mi scuso per averlo scippato brutalmente dalla sua newsletter.

Non sara' micca arrivato l'inverno eh!?" 2



Mmmm ... anche si.

Non sara' micca arrivato l'inverno eh!?




Nooo!





www.meteo.it

giovedì, novembre 02, 2006

mercoledì, novembre 01, 2006

The day after: per la serie "se questa e' una macchina"

Tutti abbiamo letto "Se questo e' un uomo" di Levi. L'essenza dell'Uomo che viene calpestata e cancellata in un certo momento storico .... certo che anche la macchina post-salone non scherza in fatto di dignita' non rispettata ....




Live from Salone del Gusto ... giorno 5. Last day of our life, in Torino

Zombie che vagavano con sguardo vitreo dietro i loro banchi, questi sono gli espositori l'ultimo giorno. Facendo finta di niente si parte alla mattina paracheggiando il piu' vicino possibile, macchina predisposta per il carico, mancano solo le portiere spalancate, carrelli spolverati e pronti al (sovrac)carico. Studio delle migliori traiettorie e itinerari piu' corti, fervente lavorio di inscatolamento tra una spiegazione e l'altra. I piu' audaci, e forse piu' lontani, gia' la mattina partono lasciando lo spazio deserto e scompigliato. Il countdown e' seguito con passione, nulla e', in confronto, quello del capodanno. I visitatori si trasformano, da interessati gourmand, a elemosinatori professionisti. Ogni anno si assiste a tecniche nuove "se avete qualcosa che buttate via, lo prenderei cosi' lo porto ai poveri" ... buttare via? sicuramente! Oppure, e' un campione gratuito questo? Indicando un extravecchio ... altrettanto sicuramente!

Visitatori che intrattengono oltremodo i produttori, sorriso sforzato per dimostrare quella disponibilta' che ormai e' gia' andata e si sta trasformando in un'incazzatura paurosa (il pensiero tipo "dura 5 giorni, e proprio l'ultima ora mi devi venire a chiedere come si comporta dal punto di vista chimico-fisico l'acciuga sottosale di monterosso?!?!?" e' in tutte le teste degli espositori)

Chiusura ufficiale alle ore 20, dalle 14 in poi e' gia' panico. Scatta quella molla che ti trasforma da espositore a emigrante, il parcheggio per gli operatori e' gia' pullulante di formichine che vanno e vengono, caricano impaccano striciano macchine, rompono cose, rovesciano carrelli caricati oltre ogni ragionevole legge fisica.
La foto e' mossa perche' l'adrenalina e' alta...














L'ultimo sforzo, prima del ritorno...