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giovedì, luglio 23, 2009

Scorticata 2009 - La collina dei piaceri


Partecipai alle prime edizioni e il luogo, unito alle tante persone che giungevano da ogni dove, resero fin da subito quest'evento "magico"
.
Ci ritorno con grande piacere, e solo leggere l'elenco dei produttori, la via delle osterie e immaginare come possano essere le colline romagnole con 'sto caldo, dovrebbe suggerire a tutti di venirci alla grande.

Dove: Torriana, sulle fresche colline di Rimini qui

Quando: da mercoledì 29 a venerdì 31 - dalle ore 20 a notte fonda

Perchè: perchè se ami le cose buone nei posti giusti, non puoi mancare

Vi aspetto!




giovedì, luglio 09, 2009

Suoni Di-Vini in acetaia stasera

Stasera, in Acetaia, una serata di musica classica per la serie "Suoni Di-Vini" (IV edizione).
L'organizzatore è Paolo Testi, famoso da questi parti per essere stato l'inventore dei "Concerti della Via Lattea" (nei caseifici del Parmigiano Reggiano praticamente). Paolo frequentava come me l'istituto tecnico commerciale L. Einaudi di Correggio (RE). Ragioneria .... e guarda qui cosa ci salta fuori, un musicista "di un certo livello" e un acetaio :-)


Inizio musica ore 21,00.

Durata concerto circa 1 ora (o perlomeno finche' tiene il palco fatto da me con 8 pallet usati)

Rinfresco finale offerto (e chi a si comporta male mangiando troppo o rubando cose, gli taglio le mani!)

Vi aspettiamo!

giovedì, aprile 16, 2009

La Kattiveria dei piccoli produttori



Mancare ... sarebbe una gran cattiveria ...

------------ Update -------
Ora ci sono anche i video e gli scatti della serata. Thanks to Claudio
!

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giovedì, marzo 19, 2009

I prodotti e le idee che ci hanno clonato e spunti da copiare


2001 (anno più anno meno):

Dai laboratori di Acetaia San Giacomo e Montecurto nasce la prima Gelatina di Balsamico della storia.

2003 circa: iniziano ad arrivare le prime copie. (e potremmo pure dire che tutta l'ondata di "Glasse" è partita da qui)










2003 (anno più anno meno):


Dalle menti malate dell'Acetaia San Giacomo e dalle mani di Giacomo Boidi, alias Giraudi, nascono i Cioccolatini alla Gelatina di Balsamico

Solo uno, il sig. Malpighi, aveva fatto cioccolatini con Balsamico prima, ma il concetto era diverso. Noi una gelatina in purezza, loro la "goccia" liquida.

Hanno subito un buon successo. Mi chiamano dalla Nestlè, Nespresso per l'esattezza, perche' interessati per un eventuale abbinamento ai caffè.

Prima di partire per Losanna, sede di Nespresso, vado da un'avvocata a Bologna esperta in brevetti, marchi e diritto industriale. Niente da fare, l' "idea" non è tutelabile. Vabbe', in ogni caso alla Nespresso non li volevano perchè costavano troppo (quando ho sentito il loro target di prezzo mi sarei alzato senza farglieli nemmeno assaggiare).

200equalcosa: diversi "Cioccolatini alla gelatina o crema di Balsamico" escono sul mercato.




2005: dalla mia mente malata parte il progetto "Adotta una Batteria!".


Il progetto ha un ottimo successo. In un paio d'anni lo spazio disponibile si esaurisce e gli "adottanti" vengono anche da oltre oceano.

2008/09: l'idea, mai vista prima, viene pedissequamente copiata dal progetto "Banca Aceto".

Una rapida occhiata ed analisi al contenuto del progetto mi porta a ripetere un milione di volte, stile mantra, "non ci credo" - "non ci credo" - "non ci credo" - "non ci credo" tra lo sbigottito e una giusta dose di autocompiacimento per la serie "ve lo dicevo che era una figata e che ci sarebbe da fare un minibusiness solo su questo".

Ho già velocemente buttato giù alcuni passaggi in virtù dei quali penso che l'idea e la comunicazione dei contenuti sia stata copiata.

Non mi rimane che porgermi alcuni quesiti che ti prego di aiutarmi a risolvere:

1- ma perchè invece di "fare finta di niente", non hanno cercato una collaborazione così

a: spendevano meno di agenzia
b: non avendo più posto in Acetaia, gli mandavo i miei clienti
c: dove sta la propria "onestà intellettuale" quando si dice "è un'idea unica, originale"?

(penso che) il futuro non sia coltivare il proprio micro-orticello ma condividere.


2- in generale, come nei casi dei 2 prodotti testè citati, riconducibili alla fine più ad IDEE (nella fattispecie "ricette") che a COSE INNOVATIVE (brevettabili), COME si ci può tutelare?
E' proprio vero che non esiste nessun mezzo?


ps: come fanno altri (anche qui) non ho nessuna paura a mettere giù le mie idee o i progetti che sono ancora da sviluppare.
In particolare vorrei segnalare qualche idea nuova a chi volesse partire, una volta tanto, prima di noi e non copiare dopo:

- inizieremo batterie di Balsamico Tradizionale in Biodinamica. Nessuno l'ha mai fatto.

- la sferificazione del Balsamico. Qualcuno ci ha già pensato? Ah! vi dico subito che l'acidità potrebbe essere un problema

- il FiorDiSaba (questo è un marchio che potrebbe essere registrato) è un prodotto che un paio di anni fa ero pronto a far partire ma non ho trovato fornitori di petali di fiori adatti. Qualcuno vuol partire nel frattempo? Per fare prima consiglio di prendere le essenze di fiori che è meno complicato :)

pps: l'idea del Panettoncino al Balsamico NON l'abbiamo inventata noi! I primi, che io sappia e se non mi ricordo male, sono stati quelli di Fattoria Estense. Grazie per l'idea!

venerdì, marzo 13, 2009

TASTE FIRENZE - Si parte, in rima

Da stasera a lunedì
l'Acetaia si trasferisce qui,
esporremo i nostri bei prodotti
come se fossimo in Via Condotti
ho ancora qualche omaggio
ma voglio in cambio un pezzo di Taleggio
su non fate gli sfaticati!
ne rimarrete gratificati
la fiera è alla Stazione Leopolda di Firenze
luogo di modaiole movenze
dato che ogni anno ci fanno il Pitti
e non certo zitti zitti.
Vi aspetto al banco 4B
durante tutto il dì
vi farò assaggiare due gocce di Balsamico Stravecchio
che vi farà sbarluzzare l'occhio



giovedì, febbraio 26, 2009

Bio-sensibilità. Il caso NaturaSì

E' inutile negarlo, il 2009 si è aperto proponendomi una marea di dilemmi (enogastro)esistenziali.

La Via-del-Bio (che così posta, suggerisce interessanti spunti spirituali) è senza dubbio frutto di uno di questi dilemmi.

Giusto per ragionare a voce alta, mi sono detto:

"Commercialmente, ripeto commercialmente, parlando investo almeno il 75% del mio tempo a spiegare la differenza tra:
- un Balsamico Industriale ed uno "Tradizionale"
- il fatto del caramello, piuttosto che della densità
- le differenze tra i "nomi": ...di Modena, Balsamico, Condimenti
e via di questo passo.

Solo una minima parte viene impiegata per spiegare quali sono le nostre peculiarità, perchè i Balsamici NON sono tutti UGUALI.

E solitamente, la sensibilità a certi argomenti (quelli di cui sopra) è veramente bassa.

Mi sono allora detto: "non solo certificandomi bio posso rendere trasparente il fatto che per i nostri prodotti usiamo SOLO uva (e senza chimica) MA IN PIU' ho la possibilita' di relazionarmi con un mercato che dovrebbe essere super-sensibile a certe problematiche (per l'appunto, quelle di cui sopra).

Ebbene, ieri vado a fare la spesa ad uno dei NaturaSì di Reggio e vedo in offerta un "Aceto Balsamico di Modena" a 1,55 Euro la bottiglia da 250 ml.
Faccio presente che il prezzo pieno sarebbe stato 2,21 Euro quando, di fianco, c'erano i semplici aceti di vino, bianchi e rossi, a 2,22 Euro.

Non so voi, ma qualcosa non mi torna:

- economicamente: il fatto di essere "Balsamico" dovrebbe rappresentarmi un plus, non un disvalore tale per cui costa anche meno dell'aceto di vino!

- materialmente: ma non avevo detto che "l'ambiente Bio" dovrebbe essere più sensibile a certe cose? Non ci si pone il problema di cosa c'e' dentro ad una bottiglia che costa così?

Aiutatemi voi.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Rafael Garcìa Santos dice: "ok!"


















Altro che "Uomo Del Monte"! Quando è nientepopò di meno che Rafael Garcia Santos (aka Lo Mejor de la Gastronomia) a dire di sì, allora bisogna festeggiare...vai con la bottiglia di lambrusco!

Grazie a Bob Noto per la foto e per avere avuto con sè l'ampollina.

ps: colgo l'occasione datami dalla foto per chiarire come si versa il Balsamico Tradizionale. Quella fessura sul tappo che il sig. Santos sta usando per far fuoriuscire il prodotto, e' in realtà l'apertura dalla quale dovrebbe entrare l'aria. Per questa va tenuta sempre pulita e libera.
Così facendo l'aria entra e permette al denso e ricco Balsamico di fuoriuscire goccia a goccia.
Bisognerebbe quindi:

1- inclinare di 45 gradi circa il boccettino facendo in modo che il taglio sul tappo sia verso l'alto e la cannula di vetro e il relativo beccuccio verso il piatto

2- attendere ed osservare il taglio/l'apertura del tappo. quando entra l'aria, significa che "qualcosa si muove"

3- dosare le gocce a piacere

4- in sostanza: ci vuole pazienza, ci abbiamo messo almeno 12 anni a farlo, cosa sarà aspettare qualche secondo in più per farlo uscire! :)

Disclaimer: a chi verrà visto agitare l'ampollina come farebbe un barman acrobatico durante la finale mondiale con il suo shaker o tenerla in posizione perfettamente verticale rispetto al tavolo (e magari dare qualche botta nel sedere dell'ampollina), verrà immediatamente amputata la mano (o il braccio a seconda della gravità) ;)

domenica, febbraio 08, 2009

Quando il Gambero Rosso segna svolte epocali


20 anni fa, quando mio padre diceva che faceva "Balsamico di Reggio Emilia" gli ridevano in faccia.


Pian piano "quello di Reggio" si è fatto conoscere sempre di più e a detta di molti (qui addirittura un modenese, poi Raspelli financo a
Paolo Marchi su Il Giornale) è quello che si è sputtanato (si può dire?) meno rispetto a quello dei cugini di Modena.

Nel frattempo, su qualsiasi media, quando si parlava di Balsamico
a- era fatto SOLO a Modena
b- se si parlava di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, le foto erano sempre e comunque quelle del Balsamico di Modena

Basti pensare che sulla segnaletica stradale delle Strade dei vini e dei sapori di Reggio Emilia , il pittogramma che identifica la presenza di un'Acetaia è proprio la stilizzazione della famosa bottiglietta di Giugiaro, quella del Balsamico Tradizionale sì, MA di Modena.

Tutto questo fino ad oggi, fino a quando, grazie ad apposite segnalazioni non scopro che a pagina 17 del Gambero Rosso di questo mese, avviene di fatto la svolta epocale, il sorpasso, in termini di immagine ed immaginario, del Balsamico Tradizionale Reggiano rispetto a quello di Modena.

Se poi volessimo esagerare, potremmo anche fare un paio di pensieri sul fatto che il Balsamico in questione, è mio :)

Si tratta certamente di un refuso ma dal valore simbolico incredibile.


Per cui grazie di cuore Gambero Rosso, questa pagina entrerà nella storia del Balsamico! :)




ps: si poteva anche argomentare questo lapsus dicendo che il "Balsamico senza segreti" era quello di Reggio Emilia e dell'Acetaia San Giacomo, ma poteva risultare troppo stucchevole :)

pps: non è che io ce l'abbia con i modenesi, anzi!
Uno dei primi corsi sul Balsamico lo feci a Spilamberto, alla Consorteria. E fu bellissimo.

pps: il Ducato di Modena e di Reggio Emilia, è stato un "unico territorio" per più di 400 anni.
Che si sappia: secondo me non ha senso parlare di prodotti diversi. O meglio, sono prodotti diversi intimamente, poichè come ogni prodotto della natura, ogni famiglia, ogni singola botticella dà vita ad un Balsamico diverso, ma hanno un'unica origine, un unico territorio, una unica matrice storica.

Bonus link: il filmato sul Balsamico Reggiano (da notare la dolcezza di certi commenti modenesi :)

Cosa cercano i visitatori nel sito dell'Acetaia San Giacomo

L'altro giorno in macchina stavo pensando: "dato che quest'anno dovrei fare partire l'e-commerce della Bottega del Gatto M, l'home page del sito andrebbe un po' rivista, togliere cioè certe cose e dare più visibilità ad altre, magari più prettamente commerciali ecc..."

Pensavo al macro-menu presente in home page dove ci sono 4 punti impostati a mo' di "approccio graduale" rispetto al nocciolo della questione.

1- il territorio

2- l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia in generale

3- la nostra Acetaia

4- la bottega che c'e' in Acetaia

Un po' come se richiedessi come presupposto per conoscerci, il fatto di sapere qualcosa sul nostro territoro e sul prodotto in generale, giusto per capire il contesto in cui operiamo insomma (e per complicarsi la vita ovviamente :)

E mi sono anche detto : "la sezione sul Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia in generale ad esempio, potrei anche toglierla ... "

Allora sono andato a vedere la "classifica" delle pagine più viste sul nostro sito.


Allora, vediamo:

1°- la home page
2°- la sezione generica del "Cos'è, come si fa" il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia
3°- la "Storia dell'Acetaia San Giacomo"
4°- la "Preparazione della batteria"
5°- la "Cottura del mosto"
6°- la sezione della Bottega del Gatto M
7°- i contatti
8°- l'avviamento della batteria
9°- una ricetta
10°- la sezione dei "Rincalzi e prelievi"

Le osservazioni:

0- Questa è una di quelle analisi che andrebbe fatta un po' più spesso.

1- dopo l'home page, la sezione "Cos'è, come si fa" è la sezione più visitata

2- su 9 posizioni (dando per scontata l'home page al primo posto) ben 5 riguardano aspetti sulla produzione del Balsamico Tradizionale in generale (e su 20 posizioni, 11)

3- a parte la "Storia dell'Acetaia San Giacomo" e la "Bottega" non sembra esserci approfondimento di natura "commerciale" ad esempio le pagine relative ai singoli prodotti, quella dove poter scaricare la brochure (che è comunque all' 12° posto) ecc...

4- le ricette, anche se apparentemente non tanto presenti tra le pagine-top-viste (1 su 10 e 3 su 20) sono comunque le pagine in cui gli ospiti si fermano di più in termini di tempo


Le mie prime conclusioni

1- NON toglierò la sezione prettamente informativa sul Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia in generale anzi, la rimpolperò per bene

2- sposterò la sezione relativa al "Territorio" in una posizione meno privilegiata (anche se è all'11° posto...)

3- arricchirò la sezione delle ricette

4- ho pensato che potrei anche smettere di produrre&vendere e fare un sito solo informativo!


E da fuori, qualche consiglio utile?

Grazie :)

lunedì, febbraio 02, 2009

Il sesto episodio del film "L'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia"



E' con piacere che aggiungo la penultima puntata della serie "L'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia", questo sconosciuto.

Si parla delle certificaizoni, della DOP e bla bla bla ma anche dell'aspetto piu' importante, del controllo in fase di prelievo, degustazione ed imbottigliamento.

DOMANDA: "Esiste un altro prodotto così "sicuro" nel mondo del cibo e del vino"??

Se c'e' vi prego di dirmelo perche' io non lo conosco.

Le altre puntate, sul mio canale di youtube oppure qui, sotto il tag "come si fa".

Ogni supporto alla diffusione e', come al solito, assai gradito :)

sabato, gennaio 03, 2009

Minisfogo a piede libero di fine anno

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Ci stiamo lasciando alle spalle un 2008 che non è stato sicuramente facile e, come se non bastasse, quello che arriva non promette niente di buono.
Piuttosto che essere clamorosamente pessimista preferisco però pensare che, in situazioni come queste:

a- si possono trovare ottime opportunità
b- ci sarà una sorta di "selezione naturale". Un po' di pulizia insomma.

E' assistere allo sgretolarsi di colossi bancari ed industriali così, dal giorno alla notte, che di fatto ti mette di fronte alla mancanza di certezze.
La completa instabilita' di un sistema che sembrava solido ed inamovibile ci ha fatto tremare un po' tutti. Colossi che come un nonnulla esplodono lasciando buchi pari a PIL di intere nazioni: "urka che botto!".


Tutto ciò che sta accadendo ci mette di fronte alla constatazione che "il sistema" è, al contrario di quanto si pensi, assolutamente, delicatamente, profondamente instabile, tutto può essere messo in discussione.
E questo, a mio parere, è a dir poco liberatorio.
E' solo se viene meno la terra sotto i piedi che si può verificare se si è in grado di volare :)
Se è vero infatti che così impostato il mondo penso che sia ...ehm.. vediamo .... "come una macchina sportiva che a tutta velocità è diretta contro un bel muro di cemento armato" ... si puo' forse intravedere la remota possibilità che qualcosa possa cambiare. Già, yes we can! :)

Domande esistenziali:

Ma che senso ha un'economia che gira sui terminali? Che non genera alcuna ricchezza reale?
C'è chi trasforma vari pezzi di ferro in un trattore, un legno in un mobile, la luce del sole in vino ed allora è giusto pagare per questa trasformazione e creazione di nuova ricchezza.
Ma che senso ha, fare soldi girando posizioni debitorie? Sfruttare leve finanziarie ed effetti moltiplicatori malati che esistono solo a livello virtuale?


Che senso ha un'economia dove chi gestisce società, alla peggio anche pubbliche, non ha responsabilità comparata a quello che guadagna?
Mi hanno insegnato a scuola che ci deve essere un sistema di pesi e contrappesi, altrimenti un'azienda, un'economia, un sistema non ha senso.
Io imprendo, rischio di mio ma con la possibilita' di guadagnare di più rispetto ad un impiegato.
Se va bene ok ma se va male, sono ca**i miei. E che ca**i!
Invece qui si assiste a persone che gestiscono aziende, guadagnano cifre mai viste e magari con risultati pessimi, senza una logica di lungo-periodo ma al contrario, di arraffa-arraffa il più possibile finchè ghe n'è.

L'organizzazione economica italiana col maggior fatturato ha solo un piccolo problema, è illegale. E allora che altri discorsi servono?

Una grande tristezza mi assale pensando a queste cose. E, tra i buoni propositi dell'anno che viene, c'è quello di ascoltare meno TV, radio ecc.. a meno che qualcuno non inventi una trasmissione di sole notizie buone!

Per quanto riguarda noi:

1- l'Acetaia chiude praticamente pari rispetto all'anno scorso. Ho solo l'impressione che pian piano si riescano a rendere più efficenti certi aspetti e quindi, più redditizia la gestione. Al solo pensiero che l'evasione dell'ordine nei primi anni di vita veniva fatta nel giro di "qualche settimana", mi viene veramente voglia di fare Santi-subito tutti quelli che nonostante tutto hanno continuato a comprare senza mandarci a fanc' immediatamente :)

2- Sottoscrivo appieno il problema evidenziato da Gianpaolo, per quanto riguarda i pagamenti da parte dei clienti. In Italia è sempre più difficile:
a- essere pagati
b- esserlo in tempi decenti
Il chè genera a sua volta difficoltà per noi nel far fronte agli impegni presi.
Già il 2008 è stato un anno di discreta potatura dei clienti "difficili" con un discreto beneficio immediato.

3- La Bottega del gatto M cresce e qui attorno ci si accorge sempre di più che ... "esiste un'Acetaia!".
Un po' "colpa" nostra perchè la politica "zero-pubblicità-a-pagamento" di certo non aiuta ma è nostra intenzione andare avanti soprattutto con il passaparola, con i suoi pro (mezzo super efficace di marketing-virale) e i suoi contro (tempistiche assolutamente random) = chi è stato bene in Acetaia, se ne parla ci fa un favore! Grazie! :)

4- da anni nel cassetto c'è un progettino di commercio on-line. Il 2009 può essere quello buono.

5- il travaglio interiore mi porta a voler approfondire sempre di più l'aspetto del biologico e, per quanto possibile sul Tradizionale, anche il biodinamico. Vedremo...

Conclusione

tutto è in cambiamento, questo è l'unico insegnamento che posso seguire, quindi bisogna essere flessibili sì, ma nella propria intransigenza qualitativa.

Nel nostro settore si assiste al crescere fungineo di "nuove acetaie", impostate su operazioni di marketing estremo, soprattutto grafico.

Vorrei che ci fosse un ritorno:

a- alla Tradizione che deve necessariamente esserci alla base di una produzione di Balsamico

b- al prodotto

purtroppo non sarà così perchè nonostante gli sforzi ciò che premia ancora nel mondo del Balsamico sono

1- grandi densità dei prodotti a basso prezzo per intenderci dei "condimenti" (l'evoluzione nonchè punto di arrivo di tale processo e' la fantastica "Glassa" - noi quando facemmo, nel 2001, la gelatina, era solo per gioco! non pensavo si arrivasse a questo!),

2- belle confezioni indipendentemente dal contenuto (ma comunque deve essere DENSO).

La ricerca di una piacevolezza estetica (delle confezioni ecc...) penso che debba essere obbligatoria, per noi perlomeno, LO E', proprio perchè il nostro vivere è innanzitutto estetico-simbolico (anche se non ce ne rendiamo conto), MA la china di un'estetica-vuota (senza un'equivalente qualità produttiva) è dietro l'angolo ed è per questo che la nostra mente critica deve essere sempre sull'attenti,
anche se si compra una confezione dell'Acetaia San Giacomo! :)

Buon anno a tutti!

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Now playing:
Paolo Conte - Leggenda E Popolo

mercoledì, dicembre 17, 2008

Un consiglio per Kakà

Del calcio non me ne interessa niente ma sembra, dico SEMBRA, che Kakà abbia la pubalgia (qui un po' di cose riguardo alla mia). UPDATE: NON aveva la pubalgia!

Appena l'ho appreso mi sono detto "ci scommettiamo che gli passa prima di me?"
Secondo l'amico Davide non dovrebbe essere cosi', anche se dispone di capacità economiche infinitamente superiori alle mie.
Per evitare pero' che il povero Kakà non spenda soldi in professionisti di alto calibro, senza che -perlomeo A ME- abbiano dato alcun risultato, gli consiglieri di

NON fare:

- punture di anti-infiammatori "naturali" (3 x circa 90,00 euro cad. + 3 viaggi a/r a Tubre circa 300 euro = 270,00 euro)

- 10 sedute da un primo osteopata che dava la colpa ai piedi 10x50,00 euro= 500,00 euro per sentirmi dire "non so cosa fare".
- in base al primo osteopata sono andato 3 volte ad Este (Pd) per solette propriocettive = 250,00 euro totali
- sempre in base al primo osteopata vado a fare una ecografia al coccige perche' 2 anni fa sono caduto dalle scale (120,00 euro)
- il dottorone che mi ha fatto l'ecografia dice che c'e' una vena compressa --> visita specialistica da un angiologo che dopo 120,00 Euro mi dice "non saprei, dovrei mandarti da un mio collega"
- anche TAC al coggice, circa 70,00 euro

- infinite sedute di Tecarterapia + qualche puntura di Orudis ecc... senza alcun risultato, scontatissimi perche' ho protestato che non erano servite ad una fava: 350,00 euro circa (erano 1200 euro)

- nuovo osteopata, maestro del primo, che dice che era colpa della masticazione (da notare rispetto alla diagnosi dell'allievo!): circa 70,00 euro x 4 volte = 280,00 euro

- su consiglio del nuovo osteopata vado dal dentista che mi preventiva
- togliere 3 denti del giudizio (290,00 euro) --> fatto!
- mettere bite (400 e qualcosa euro) --> non fatto
- impianto di due denti (qualche migliaio) --> non fatto
- corso dal logopedista perche' non so usare la lingua (non preventivato)

- 2 viaggi a Pavia da dottoressa "sportiva" di ortopedia con Risonanza magnetica al bacino (totali 200,00 euro): mi dice "trova semplicemente un buon massaggiatore"

- primo massaggiatore sportivo 5 x 20,00 euro= 100,00 Euro

- secondo massaggiatore fisioterapista: attualmente in corso da 3 settimane 5 volte/settimana. Finora 375,00 euro. In quest'ultimo ci credo, per cui andrò avanti con lui. Mi ha anche dato un libro che si chiama "La Pubalgia" fatto da un certo Busquet Lèopold. Fantastica! una monografia! Stamattina ho provato a telefonare in Francia al dottore, giusto per vedere se e' ancora vivo o no. Il numero non esiste :(

Ed ecco il consiglio a Kakà: mettiti a riposo assoluto e fatti una tisana anti-infiammatoria che spendi meno e hai molte più probabilità che passi

Barba caprina (fiori e foglie) 40 g
Ribes nero (foglie) 20 g
Frassino 10 g
Fragola (foglie) 10 g
Camomilla 15 g
Lauro 5 g

Riscaldare l'acqua fino a prima dell'ebollizione. Utilizzare un cucchiaino da caffè per tazza. Bere 3 o 4 tazze di tisana al giorno tra un pasto e l'altro.

Più semplice:

Ortica Bianca
Rasperella

Lasciare in infusione in acqua molto calda 3 cucchiai da minestra della miscela per dieci minuti, filtrare e bere a piu' riprese durante il giorno.

Vai Kakà! In bocca al lupo! E se trovi qualche soluzione fammi sapere.

Giusto per curiosità, tutto l'ambaradan di cose mi e' costato, euro piu' euro meno 3000,00 euro e un anno e mezzo di fermo. E per fortuna che non e' niente di grave per la salute, "solo" un impedimento per attività fisica e dolore localizzato ogni volta che si fa uno sforzo.

E poi i miei amici mi chiedono perchè non prendo l'appartamento in montagna con loro per la stagione invernale? :)



giovedì, ottobre 30, 2008

Sempre su Youtube

Finche' ci siamo, l'amico Claudio mi segnala un altro video da Youtube in cui si parla (ovvero, cerco di spiegare in inglese) del Balsamico Tradizionale.

E' opera di Beatrice, aka Gustiamo.com, che dal Bronx di Manhattan importa il meglio dall'Italia.
E' colei che ha fondato Esperya.com in America e che ora, assieme a Martina, gestisce questo sito di cose molto buone.

Grazie Beatrice! :)
Anche per il suggerimento "the best in the world" ... non e' opera mia :)


La 5^ parte del documentario su "L'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia"

E cioe' quella relativa alla "Maturazione ed invecchiamento".

A dir poco infervorato dal successo che sta ottenendo il filmato in questione (questa settimana in home page su Youtube.it) aggiungo la 5^ parte.

Vi consiglio di leggere i commenti al primo episodio del filmato, e' meraviglioso vedere come i modenesi letteralmente perdano il controllo per questa cosa :)



L'inizio e' qui con i riferimenti agli altri video. Anzi, chi sapesse se c'e' un modo per "collegare" diveresi spezzoni dello stesso filmato su Youtube, e' pregato di farmi sapere qualcosa please!




venerdì, ottobre 03, 2008

Santa Monica Farmers Market

Come incontrare informalmente e fuori dalle loro cucine i migliori chef di L.A.?

Ogni mercoledi' mattina, qui

sabato, settembre 27, 2008

L'avviamento dell'Acetaia e i rincalzi annuali, un altro episodio del film cult

4^ puntata

La terza puntata del film sull'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop

In questa puntata, la "scelta dei barili" e "l'ubicazione dell'Acetaia".

mercoledì, settembre 17, 2008

La Cottura del Mosto

Oggi e' giorno di cottura e allora quale migliore occasione per documentare un evento cosi' importante per il mitico Balsamico Tradizionale?

Ripercorriamo assieme il percorso.

1- l'uva del territorio:
Questa e' un'immagine "di repertorio". Oggi in particolare abbiamo utilizzato Lancellotta, uva poco conosciuta al nome ma famossisima tra gli operatori per la capacità colorante (tanto che alcuni produttori di mosto concentrato confidano che la spediscono in tutt'Italia perchè utilizzata per qualche ... "ritocchino" :)






2- il mosto FRESCO, pigiato.
Non per niente infatti si denota una colorazione pazzesca nonostante la pressatura. E' vero che la pigiatura non e' stata extra-soffice ma neppure super-torchiata e, comunque, il contatto con la buccia e' stato praticamente inesistente.
Importantissimo che il mosto sia fresco, non nel senso di "temperatura" ma che non abbia cioè avviato la spontanea fermentazione alcolica. Questo perche' ogni singolo grado zuccherino e' fondamentale. A proposito, questo fa 22 brix e di acidità.



3- Messa in caldaia per la COTTURA A FUOCO DIRETTO: (accensione fuoco ore 8,35)
Ok, tempo fa era di rame, adesso non si puo' piu'. Tempo fa si faceva altresi' fuoco con legna e fascine varie. Adesso si potrebbe, ma considerando che dobbiamo fare tante cotture e bravi con la legna non lo si e' mai abbastanza, il rischio di "strinare" il mosto o di non cuocerlo sarebbe elevatissimo per cui, un bel bruciatore a gas di un clinico-inox che di piu' non si puo', e' quello che fa al caso nostro.
Questo ha una capacità di 460 litri, farlo pieno ci metterebbe un'infità perche' l'apparato focario (?) e la relativa capacita' calorifera del gas (?) - inferiore a quella della legna- non e' sufficiente per tenere "alto il ritmo".
Preferiamo quindi fare piu' cotture ma piu' veloci (a metà capacità) con 200 litri circa di mosto fresco. L'importanza del fatto che le cotture siano impostate preferibilmente su una relazione tipo: alta temperatura (mai superiore 95°)+piu' breve tempo possibile, piuttosto che bassa temperatura+lungo tempo, e' un po' sia questione di buon senso che, a quanto pare, anche di "salute". Dico a quanto pare perche' alcune recenti ricerche della facolta' di Agraria di Reggio E. e Modena (più altri) hanno riportato che le lunghe cotture aumentano, in modo esponenziale la produzione di composti "furfurali", che se non ci fossero, in tali concentrazioni, sarebbe proprio meglio!





4- Raggiungimento della temperatura ideale:
vista la scarsa evaporazione durante questa fase, può essere effettuata a coperchio chiuso per aiutare il riscaldamento della massa


5- Schiumatura.
Sicuramente uno dei momenti piu' "romantici". Non puo' non venire in mente Publio Virgilio Marone nelle sue Georgiche che schiumava proprio il mosto con una frasca di un albero ... è un po' come tornare indietro nel tempo :)



Diciamo che, adesso, alposto della frasca, usiamo qualche altro strumento :)


Ore 13,58 - aggiornamento: calo di circa il 5%, temperatura 87° e gli dò qualche grado in piu'.
Raccatto qualche cadavere di Ape che paga con la vita la troppa golosità :)

Ore 18,00 - 32 gradi brix. Il traguardo si avvicina

Ore 20,00 - 34 gradi brix. Direi che potremmo anche staccare il fuoco ...
Ecco qui: abbiamo finalmente il MOSTO COTTO. L'evaporazione è stata circa del 40-45%.


Ore 21,00: 6 - Conservazione del mosto cotto:

Se non si vuole far fermentare subito il mosto, poichè la concentrazione zuccherina non è tale da impedire la partenza repentina della fermentazione alcolica, e' bene "mettere sotto vuoto" il mosto cotto". Cioe', o lo si refrigera (e allora serve un bell'impiantone) o lo si mette ancora bello caldo in damigiane a collo preferibilmente stretto (occhio a non far crepare il vetro!).

Qualche strato di pellicola da cucina,
poi il tappo e un bel giro stretto di nastro isolante.

Raffreddandosi creera' il vuoto e si potra' utilizzare quando si vorra'.
Ecco qui le fasi salienti.
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Penso meriti la prima pagina, una variante di AliceTwain :)

"Suggerimento: se non avete un'acetaia ma avete lo stesso un tot di uva da vino, ammostatela comunque, poi filtrartela grossolanamente ottenendo circa un litro di mosto senza semini. in una pentola, mettete una cucchiaiata abbondante di farina, o anche di fecola di patate, e alla necessità uno o due cucchiai di zucchero. mescolate e diluite con un cucchiaio di mosto e aanti così fino ad avere sciolto tutti i solidi. Adesso aggiungete il resto del mosto e piazzate su un più come fornello da cucina, e portate a bollore mescolando quietamente. Fate bollire per una decina di minuti, o comunque finché il composto si è rassodato. Travasate negli stampini e fate raffreddare in frigo prima di mangiare. "


martedì, settembre 02, 2008

Il secondo episodio del film "L'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia"

... e cioè: un po' di normativa e la prima fase produttiva: l'uva e la cottura del mosto.
Bals-Enjoy :)!



lunedì, settembre 01, 2008

Il vino e la "Fermentazione Naturale". Incontro con i produttori e dilemmi esistenziali


Sabato scorso sono stato nella prima collina parmense, località Ariola per l'esattezza, ad assistere all'intervista (una sorta di continuum rispetto alla sera prima) di Sandro Sangiorgi a tre produttori di riferimento del mondo della "fermentazione naturale".
Argomento che sarà trattato nel prossimo Porthos, il numero 32 (direi).

Parliamo di
- Loris Foradori: Prosecco.
- Vittorio Graziano: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro
- Camillo Donati (padrone di casa assieme a Francesca, cuoca splendida): Lambrusco, Malvasia, Barbera.
- (produttore-bonus) .... non ricordo il nome mannaggia, comunque giovanissimo produttore dal Piacentino (Ortugo e Bonarda).

Presenti anche Damiano Raschellà e moglie (idem, zero nome scusate) e Tiziana Gallo.

Sono state tante le cose trattate, in quella che più che un'intervista e' stata una chiaccherata tra amici, e degne di essere riportate; anche se lungi da me la volontà di rovinare la sorpresa dell'articolo che ne uscirà e che consiglio a tutti di leggersi.

Si è parlato, come se ce ne fosse bisogno, di come la DOC non tuteli, (anzi!) questi produttori che per uno strano meccanismo sono considerati l' "eccezione", l' "avanguardia", quelli "strani" rispetto ad una media che ha fatto del "vino-fatto-in-cantina" l'unica espressione normale di un territorio.

Incontrando persone come queste, ci si rende conto di come quello che e' considerato "diverso" , dovrebbe essere la normalità, anche semplicemente come frutto di decisioni di buon-senso.

Per me, che faccio parte della categoria di quelli che si sono accorti del "privilegio" di poter accedere ad un lavoro di trasformazione di prodotti della natura (essere "produttori" insomma), e' stata un'opportunita' per conoscere le persone che, questo privilegio, lo vivono, spontaneamente, senza passare da quell'ingombrante fase razionale che contraddistingue la mia generazione, per la quale i libri dovevano costituire il punto più alto e che invece mi rendo conto che, sempre di più, impediscono un sano approccio alla natura, al lavoro materiale e all'umilità.

E anche il blog, e tutto quello che ci ruota attorno, non e' che aiuti tanto in tal senso :)

Parlo per me? Certo! don't worry.

Grazie a:
- Sandro per l'invito
- Gli intervenuti per quanto hanno "messo sul tavolo"
- Francesca per la "torta fritta" che si, vabbe', dato che sono umano, era buona quasi come il nostro Gnocco fritto Reggiano :)