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domenica, luglio 19, 2009

Il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia ... a Modena!! :-O


Ebbene sì, come anticipato sull'ultima newsletter dell'Acetaia (a propò, qui per iscriversi), martedì ci sarà uno di quegli eventi che rientreranno nella storia del Balsamico Tradizionale.

Infatti, grazie all'organizzazione scrupolosa di Alessandro & Nicola, alias La Grande Abbuffata, martedì 21 si terrà nel cuore di Modena, al ristorante neo-stellato L'Erba del Re, una serata dedicata all'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia (dell'Acetaia San Giacomo).

Avete capito bene, Modena apre le porte al Balsamico dei cugini testequadre.

Dopo questo, tutto è possibile.


Ci sono ancora un paio di posti disponibili, fatevi avanti per l'evento del secolo! :-)

mercoledì, giugno 17, 2009

L'Aceto Balsamico di Modena è IGP. Dobbiamo esserne felici?

La risposta di petto e' ... bah! :-/

Se bisogna essere contenti che un prodotto che può essere
- fatto con (8) vitigni coltivati in tutto il mondo
- affinato (anche solo per un giorno) a Reggio Emilia o a Modena
- imbottigliato ovunque
e si possa chiamare
"Aceto Balsamico di Modena"
allora qualcosa non mi quadra.

Sto lavorando al post per i feticisti dei dettagli (a parte me, il mio psicanalista)
a presto aggiornamenti.

giovedì, marzo 19, 2009

I prodotti e le idee che ci hanno clonato e spunti da copiare


2001 (anno più anno meno):

Dai laboratori di Acetaia San Giacomo e Montecurto nasce la prima Gelatina di Balsamico della storia.

2003 circa: iniziano ad arrivare le prime copie. (e potremmo pure dire che tutta l'ondata di "Glasse" è partita da qui)










2003 (anno più anno meno):


Dalle menti malate dell'Acetaia San Giacomo e dalle mani di Giacomo Boidi, alias Giraudi, nascono i Cioccolatini alla Gelatina di Balsamico

Solo uno, il sig. Malpighi, aveva fatto cioccolatini con Balsamico prima, ma il concetto era diverso. Noi una gelatina in purezza, loro la "goccia" liquida.

Hanno subito un buon successo. Mi chiamano dalla Nestlè, Nespresso per l'esattezza, perche' interessati per un eventuale abbinamento ai caffè.

Prima di partire per Losanna, sede di Nespresso, vado da un'avvocata a Bologna esperta in brevetti, marchi e diritto industriale. Niente da fare, l' "idea" non è tutelabile. Vabbe', in ogni caso alla Nespresso non li volevano perchè costavano troppo (quando ho sentito il loro target di prezzo mi sarei alzato senza farglieli nemmeno assaggiare).

200equalcosa: diversi "Cioccolatini alla gelatina o crema di Balsamico" escono sul mercato.




2005: dalla mia mente malata parte il progetto "Adotta una Batteria!".


Il progetto ha un ottimo successo. In un paio d'anni lo spazio disponibile si esaurisce e gli "adottanti" vengono anche da oltre oceano.

2008/09: l'idea, mai vista prima, viene pedissequamente copiata dal progetto "Banca Aceto".

Una rapida occhiata ed analisi al contenuto del progetto mi porta a ripetere un milione di volte, stile mantra, "non ci credo" - "non ci credo" - "non ci credo" - "non ci credo" tra lo sbigottito e una giusta dose di autocompiacimento per la serie "ve lo dicevo che era una figata e che ci sarebbe da fare un minibusiness solo su questo".

Ho già velocemente buttato giù alcuni passaggi in virtù dei quali penso che l'idea e la comunicazione dei contenuti sia stata copiata.

Non mi rimane che porgermi alcuni quesiti che ti prego di aiutarmi a risolvere:

1- ma perchè invece di "fare finta di niente", non hanno cercato una collaborazione così

a: spendevano meno di agenzia
b: non avendo più posto in Acetaia, gli mandavo i miei clienti
c: dove sta la propria "onestà intellettuale" quando si dice "è un'idea unica, originale"?

(penso che) il futuro non sia coltivare il proprio micro-orticello ma condividere.


2- in generale, come nei casi dei 2 prodotti testè citati, riconducibili alla fine più ad IDEE (nella fattispecie "ricette") che a COSE INNOVATIVE (brevettabili), COME si ci può tutelare?
E' proprio vero che non esiste nessun mezzo?


ps: come fanno altri (anche qui) non ho nessuna paura a mettere giù le mie idee o i progetti che sono ancora da sviluppare.
In particolare vorrei segnalare qualche idea nuova a chi volesse partire, una volta tanto, prima di noi e non copiare dopo:

- inizieremo batterie di Balsamico Tradizionale in Biodinamica. Nessuno l'ha mai fatto.

- la sferificazione del Balsamico. Qualcuno ci ha già pensato? Ah! vi dico subito che l'acidità potrebbe essere un problema

- il FiorDiSaba (questo è un marchio che potrebbe essere registrato) è un prodotto che un paio di anni fa ero pronto a far partire ma non ho trovato fornitori di petali di fiori adatti. Qualcuno vuol partire nel frattempo? Per fare prima consiglio di prendere le essenze di fiori che è meno complicato :)

pps: l'idea del Panettoncino al Balsamico NON l'abbiamo inventata noi! I primi, che io sappia e se non mi ricordo male, sono stati quelli di Fattoria Estense. Grazie per l'idea!

domenica, febbraio 08, 2009

Quando il Gambero Rosso segna svolte epocali


20 anni fa, quando mio padre diceva che faceva "Balsamico di Reggio Emilia" gli ridevano in faccia.


Pian piano "quello di Reggio" si è fatto conoscere sempre di più e a detta di molti (qui addirittura un modenese, poi Raspelli financo a
Paolo Marchi su Il Giornale) è quello che si è sputtanato (si può dire?) meno rispetto a quello dei cugini di Modena.

Nel frattempo, su qualsiasi media, quando si parlava di Balsamico
a- era fatto SOLO a Modena
b- se si parlava di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, le foto erano sempre e comunque quelle del Balsamico di Modena

Basti pensare che sulla segnaletica stradale delle Strade dei vini e dei sapori di Reggio Emilia , il pittogramma che identifica la presenza di un'Acetaia è proprio la stilizzazione della famosa bottiglietta di Giugiaro, quella del Balsamico Tradizionale sì, MA di Modena.

Tutto questo fino ad oggi, fino a quando, grazie ad apposite segnalazioni non scopro che a pagina 17 del Gambero Rosso di questo mese, avviene di fatto la svolta epocale, il sorpasso, in termini di immagine ed immaginario, del Balsamico Tradizionale Reggiano rispetto a quello di Modena.

Se poi volessimo esagerare, potremmo anche fare un paio di pensieri sul fatto che il Balsamico in questione, è mio :)

Si tratta certamente di un refuso ma dal valore simbolico incredibile.


Per cui grazie di cuore Gambero Rosso, questa pagina entrerà nella storia del Balsamico! :)




ps: si poteva anche argomentare questo lapsus dicendo che il "Balsamico senza segreti" era quello di Reggio Emilia e dell'Acetaia San Giacomo, ma poteva risultare troppo stucchevole :)

pps: non è che io ce l'abbia con i modenesi, anzi!
Uno dei primi corsi sul Balsamico lo feci a Spilamberto, alla Consorteria. E fu bellissimo.

pps: il Ducato di Modena e di Reggio Emilia, è stato un "unico territorio" per più di 400 anni.
Che si sappia: secondo me non ha senso parlare di prodotti diversi. O meglio, sono prodotti diversi intimamente, poichè come ogni prodotto della natura, ogni famiglia, ogni singola botticella dà vita ad un Balsamico diverso, ma hanno un'unica origine, un unico territorio, una unica matrice storica.

Bonus link: il filmato sul Balsamico Reggiano (da notare la dolcezza di certi commenti modenesi :)

sabato, gennaio 03, 2009

Minisfogo a piede libero di fine anno

IMG_3222

Ci stiamo lasciando alle spalle un 2008 che non è stato sicuramente facile e, come se non bastasse, quello che arriva non promette niente di buono.
Piuttosto che essere clamorosamente pessimista preferisco però pensare che, in situazioni come queste:

a- si possono trovare ottime opportunità
b- ci sarà una sorta di "selezione naturale". Un po' di pulizia insomma.

E' assistere allo sgretolarsi di colossi bancari ed industriali così, dal giorno alla notte, che di fatto ti mette di fronte alla mancanza di certezze.
La completa instabilita' di un sistema che sembrava solido ed inamovibile ci ha fatto tremare un po' tutti. Colossi che come un nonnulla esplodono lasciando buchi pari a PIL di intere nazioni: "urka che botto!".


Tutto ciò che sta accadendo ci mette di fronte alla constatazione che "il sistema" è, al contrario di quanto si pensi, assolutamente, delicatamente, profondamente instabile, tutto può essere messo in discussione.
E questo, a mio parere, è a dir poco liberatorio.
E' solo se viene meno la terra sotto i piedi che si può verificare se si è in grado di volare :)
Se è vero infatti che così impostato il mondo penso che sia ...ehm.. vediamo .... "come una macchina sportiva che a tutta velocità è diretta contro un bel muro di cemento armato" ... si puo' forse intravedere la remota possibilità che qualcosa possa cambiare. Già, yes we can! :)

Domande esistenziali:

Ma che senso ha un'economia che gira sui terminali? Che non genera alcuna ricchezza reale?
C'è chi trasforma vari pezzi di ferro in un trattore, un legno in un mobile, la luce del sole in vino ed allora è giusto pagare per questa trasformazione e creazione di nuova ricchezza.
Ma che senso ha, fare soldi girando posizioni debitorie? Sfruttare leve finanziarie ed effetti moltiplicatori malati che esistono solo a livello virtuale?


Che senso ha un'economia dove chi gestisce società, alla peggio anche pubbliche, non ha responsabilità comparata a quello che guadagna?
Mi hanno insegnato a scuola che ci deve essere un sistema di pesi e contrappesi, altrimenti un'azienda, un'economia, un sistema non ha senso.
Io imprendo, rischio di mio ma con la possibilita' di guadagnare di più rispetto ad un impiegato.
Se va bene ok ma se va male, sono ca**i miei. E che ca**i!
Invece qui si assiste a persone che gestiscono aziende, guadagnano cifre mai viste e magari con risultati pessimi, senza una logica di lungo-periodo ma al contrario, di arraffa-arraffa il più possibile finchè ghe n'è.

L'organizzazione economica italiana col maggior fatturato ha solo un piccolo problema, è illegale. E allora che altri discorsi servono?

Una grande tristezza mi assale pensando a queste cose. E, tra i buoni propositi dell'anno che viene, c'è quello di ascoltare meno TV, radio ecc.. a meno che qualcuno non inventi una trasmissione di sole notizie buone!

Per quanto riguarda noi:

1- l'Acetaia chiude praticamente pari rispetto all'anno scorso. Ho solo l'impressione che pian piano si riescano a rendere più efficenti certi aspetti e quindi, più redditizia la gestione. Al solo pensiero che l'evasione dell'ordine nei primi anni di vita veniva fatta nel giro di "qualche settimana", mi viene veramente voglia di fare Santi-subito tutti quelli che nonostante tutto hanno continuato a comprare senza mandarci a fanc' immediatamente :)

2- Sottoscrivo appieno il problema evidenziato da Gianpaolo, per quanto riguarda i pagamenti da parte dei clienti. In Italia è sempre più difficile:
a- essere pagati
b- esserlo in tempi decenti
Il chè genera a sua volta difficoltà per noi nel far fronte agli impegni presi.
Già il 2008 è stato un anno di discreta potatura dei clienti "difficili" con un discreto beneficio immediato.

3- La Bottega del gatto M cresce e qui attorno ci si accorge sempre di più che ... "esiste un'Acetaia!".
Un po' "colpa" nostra perchè la politica "zero-pubblicità-a-pagamento" di certo non aiuta ma è nostra intenzione andare avanti soprattutto con il passaparola, con i suoi pro (mezzo super efficace di marketing-virale) e i suoi contro (tempistiche assolutamente random) = chi è stato bene in Acetaia, se ne parla ci fa un favore! Grazie! :)

4- da anni nel cassetto c'è un progettino di commercio on-line. Il 2009 può essere quello buono.

5- il travaglio interiore mi porta a voler approfondire sempre di più l'aspetto del biologico e, per quanto possibile sul Tradizionale, anche il biodinamico. Vedremo...

Conclusione

tutto è in cambiamento, questo è l'unico insegnamento che posso seguire, quindi bisogna essere flessibili sì, ma nella propria intransigenza qualitativa.

Nel nostro settore si assiste al crescere fungineo di "nuove acetaie", impostate su operazioni di marketing estremo, soprattutto grafico.

Vorrei che ci fosse un ritorno:

a- alla Tradizione che deve necessariamente esserci alla base di una produzione di Balsamico

b- al prodotto

purtroppo non sarà così perchè nonostante gli sforzi ciò che premia ancora nel mondo del Balsamico sono

1- grandi densità dei prodotti a basso prezzo per intenderci dei "condimenti" (l'evoluzione nonchè punto di arrivo di tale processo e' la fantastica "Glassa" - noi quando facemmo, nel 2001, la gelatina, era solo per gioco! non pensavo si arrivasse a questo!),

2- belle confezioni indipendentemente dal contenuto (ma comunque deve essere DENSO).

La ricerca di una piacevolezza estetica (delle confezioni ecc...) penso che debba essere obbligatoria, per noi perlomeno, LO E', proprio perchè il nostro vivere è innanzitutto estetico-simbolico (anche se non ce ne rendiamo conto), MA la china di un'estetica-vuota (senza un'equivalente qualità produttiva) è dietro l'angolo ed è per questo che la nostra mente critica deve essere sempre sull'attenti,
anche se si compra una confezione dell'Acetaia San Giacomo! :)

Buon anno a tutti!

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Now playing:
Paolo Conte - Leggenda E Popolo

giovedì, ottobre 30, 2008

La 5^ parte del documentario su "L'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia"

E cioe' quella relativa alla "Maturazione ed invecchiamento".

A dir poco infervorato dal successo che sta ottenendo il filmato in questione (questa settimana in home page su Youtube.it) aggiungo la 5^ parte.

Vi consiglio di leggere i commenti al primo episodio del filmato, e' meraviglioso vedere come i modenesi letteralmente perdano il controllo per questa cosa :)



L'inizio e' qui con i riferimenti agli altri video. Anzi, chi sapesse se c'e' un modo per "collegare" diveresi spezzoni dello stesso filmato su Youtube, e' pregato di farmi sapere qualcosa please!




domenica, luglio 13, 2008

Una vacanzina (ma sempre sul pezzo)

A brief vacation (but I’m always working)

La settimana scorsa ero qui
This is where I was last week





And more pics on Flickr

Ma nonostante questo ero sempre sul pezzo e guarda un po' cosa ti salta fuori nella botteguccia di prodotti tipici ...
Being that I’m always careful, look at what I found in a small typical shop…..


Ora, a parte il coacervo di numeri impressi sulle etichette, che sono sempre un gran bel vedere :( abbiamo anche un bel "Balsamico di Cannonau" (fatto pero' da un produttore di Modena che devo identificare tramite il numero API).
Now, besides the mess of numbers on the tags, which are always a pleasant sight….not….we also have a Balsamic of Cannonau (made by a modenese producer that I have to identify through the API number).

Vabbe', meglio rinfrancarsi con altre visioni ...
Ok, it’s better to freshen up with other images…..


mercoledì, giugno 04, 2008

Leggende metropolitane al sapor di Balsamico

Che bello vedere i propri prodotti in esposizione ad Hong Kong ... di strada ne hanno fatta quelle bottigliette.

Ma attenzione ... cosa leggo su quelle bottiglie di Tradizionale di Modena (quelle piu' panciute in primo piano)?

50, 80, 100 anni???

Buuaaaaaaaaaaaaaaaaaahahahah!!!!! :D

Fantastico.

domenica, maggio 25, 2008

Norrkoping 2.30 di notte (2:30 a.m.)

ok dopo la smetto con 'sta storia delle luce di notte... pero' e' pazzesco! :o


ok I promise after this one, I’ll stop with this thing about daylight at night…but it’s crazy!




Norrkoping 3:40 a.m.

venerdì, aprile 18, 2008

Ciao Aldo!

Hello Aldo!


:'(

mercoledì, aprile 16, 2008

La magia della pubalgia?


E che c'azzecc' un dente del giudizio con la Pubalgia?
Secondo lui, c'azzecca eccome.
L'ho conosciuto e visto per la prima volta alle 10 di ieri mattina, giusto per chiedergli di leggermi delle lastre ai denti, su consiglio di un osteopata, e alle 11,30 ero fuori dal suo studio con una garza in bocca e un dente del giudizio in mano.
Come dice Davide, meglio che la colpa della Pubalgia sia dei denti del giudizio piuttosto che dei testicoli (non ha detto proprio proprio "testicoli" ..... :-)

riepilogando, tutto deriverebbe da: 3 denti del giudizio da togliere, 1 bite da mettere, terapia di logopedia per imparare a deglutire (nomination al premio "roba da mat 2008") e .... attenzione alle leggende ... in un mese e mezzo torno a correre come se niente fosse!!

Leggendaaaaaaauauauauaaa!!

The pubalgia's history is here:
- la puntura sul pube
- ottimismo di inizio anno


-----------------

What does a wisdom tooth have to do with my athletic pubalgia? According to him it has a lot to do with it.
I met and saw him for the first time yesterday morning, just to ask him for his opinion on some x-rays taken of my mouth, which the osteopath advised me to have analysed, at 11:30 a.m. I was outside his office with a gauge in my mouth and a wisdom tooth in my hand.
As Davide says, it’s better that this athletic pubalgia is forcing me to get a tooth pulled out than needing to have my testicles pulled out.

reassuming it all depends on: three wisdom teeth that need to be pulled out, a Bite I should wear, logopedical therapy that should teach me to swallow in the right manner and………….pay attention to this next legend……..within a month and a half I should start running as if nothing ever happened!!

The pubalgia's history is here:
- a shot on my pubic area
- new year's optimism

martedì, aprile 08, 2008

Nicolas Joly tra anticipi e sgambetti

Una conferenza in bianco e nero, anzi, a tinte fosche. Infatti, di tutto, non ho capito perche':

a- la conferenza e' iniziata con un'ora di anticipo (!!) si'! anticipo ... non si sa perche' ..anzi, e' iniziata quando gli tirava a loro, cosi', perche' siamo tutti artisti! e perche' a quanto pare non c'era nessun orario da rispettare (nonostante sull'invito un orario ci fosse scritto).

Quindi subito complimentoni! anzi, scomoderei la capretta di Pasqua

b- Nicolas Joly dopo essere stato "scoperto" e lanciato in Italia da Porthos (ero tra i temerari che assistettero a Roma, penso nel 2004, alla sua prima conferenza nella sede della rivista di Sandro), ha capitalisticamente deciso di proseguire il suo cammino con mamma slowfood. Senza dubbio si vendono piu' copie del libro! ma in quanto a coerenza ... aiuto! E viceversa! (Petrini, per quel che mi risulta, guardava con sufficienza sia a Joly che, ad esempio, a Maule).

Qui, quello che pensa Sandro a tal proposito (troppo british secondo me, io avrei scomodato ancora la capretta pasquale)

c- nonostante la grande, immensa, capacita' suggestiv-comunicativa di Petrini (alla fine del discorso, minuti ininterrotti di applausi e pugni chiusi che si stagliavano al cielo, spettacolo!!), ribadisco la sensazione di fastidio che provo di fronte all'ennesima operazione che oggi vede sfruttare a mo' di moda, la corrente "Biodinamica".
A maggior ragione adesso che e' saltato fuori anche lo "scandalo" vino contraffatto e vino non original... (qui, giusto per approfondire, una visione "controcorrente" a tal proposito).

A mio modesto parere, benissimo per il distributore Carcano e la sua Velier che hanno palesemente e trasparentemente finalita' commerciali, ma anca no per slow food, che una volta macinata queste di mode, chissa' verso quali lidi si dirigeranno .... sexfood mai eh?? :8)

w le tinte fosche!

mercoledì, marzo 26, 2008

E le azioni crescono

Dopo la puntura di antinfiammatori nel pube, le azioni della societa' "Pubalgia Spa", s'impennano notevolmente all'interno del mio portafoglio titoli .... maporkadiquellavac'!!


ps: se trovo Paolo Fox per strada lo tiro sotto!

lunedì, marzo 03, 2008

Aspettando le visite ispettive

Da quando e' scoppiata un po' tutta il bailamme sul Balsamico (il Balsaimme?), e' normale vivere con quella sana tensione propositiva (terrore) per una visita ispettiva da parte dei Nas (anche se io vorrei i Ris4 che mi piacciono molto).


Dalla settimana scorsa si aggiunge l'attesa degli ispettori della Repressione Frodi.
Sembra che abbiano una bella lista di 80 e passa Acetaie tra Reggio e Modena da verificare NON tanto per quanto riguarda l'aspetto produttivo MA, badate bene ... per la denominazione/etichettatura dei Condimenti.
Ma come? Che c'azzecca? E' storia vecchia che il Condimento (quel prodotto "figlio di nessuno", senza tante regole ecc.. ma che fa la fortuna di tante Acetaie) non si potesse accostare al termine "Balsamico" + altre caratteristiche tali da poter trarre in inganno e confonderlo con il Tradizionale (o il Balsamico di Modena industriale). In questo senso la sentenza a sfavore di Cavalli e Picci di inizio anni 90, era l'unica decisione in merito.

La cosa "buffa" e' che da quel momento, con ogni buon proposito possibile, era stato costituito un "Consorzio per il Condimento Alimentare Balsamico" (entrarvicisivi tra l'altro costava qualche migliaia di Euro ...!!) proprio per arrivare a dare un riconoscimento, un disciplinare, una "dignita' ufficiale" al Condimento.

Ebbene, dato che una gran ufficialita' non e' mai arrivata (chenneso', dal Ministero ad esempio), tutti quelli che hanno aderito a quel Consorzio ed hannno osato chiamarlo Condimento (alimentare) Balsamico o che cmq abbiano utilizzato impropriamente il termine "Balsamico", si vedranno notificare una sanzione di qualche migliaia di euro.

Noi abbiamo adottato la strada del "fai da te", nel senso che i nostri Condimenti si chiamano con nomi di fantasia: Condimento San Giacomo, Agro di Mosto, Essenza ad esempio.

Ma solo perche' abbiamo una gran fantasia :-)

Vedremo se dovessero rilevare "altri elementi" che potrebbero trarre in inganno.
Spero di no, visto gli sforzi che facciamo per essere " un po' " trasparenti sulla questione!

Intanto accendiamo ceri ed incensi propiziatori ... il tutto, sia chiaro, solo perche' NONOSTANTE NOI SI SIA IN REGOLA IL PIU' POSSIBILE ... se c'e' un'ispezione c'e' quella convinzione popolare-radicata che "comunque vada, qualcosa lo tirano fuori!"

----------------- English Version

Awaiting the Inspectors!!
Ever since this chaos on traditional balsamic vinegar exploded, I believe it’s normal to live with that anxiety on the arrival of the NAS’ inspective visit. ("U.S Food and Drug Administration" (FDA)and in UK "Health and Safety Executive" (HSE).
From last week onwards we have also been waiting for the fraud repression inspectors.

Apparently they have a list of 80 or more Acetaie between Reggio e Modena to check on, NOT to control and check on production BUT, pay attention: regarding the denomination-tagging of condiments.

What? What do condiments have to do with this? It’s an old story that Condiment (product that doesn’t have clearly defined “parents” but that means safety for many Acetaie) can’t be called Balsamico or look like it, have characteristics similar to the Traditional Balsamic Vinegar that could “trick” buyers confusing them with the original. In this sense the verdict against Cavalli and
Picci in the early ‘90’s was the only decision made concerning this matter.
The funny thing is that ever since that day, with positive intentions, a consortium was created “
Consortium for the Balsamic Condiment
” (becoming part of it cost some thousand euros….!!!) in order to give an official recognition and “official dignity” to all Condiment.

Well, since this official moment never arrived, all those who were part of the Consortium and dared calling it Balsamic Condiment or used the term balsamic inappropriately will receive a sanction of some thousand euros.
We did it our way, in the sense that our condiments have made up names such as: San Giacomo Condiment, Agro Di Mosto or Essenza for example.
But only because we have a wild imagination!

Let’s see if they should find any other elements that could trick us. I hope not, since we do our best to be clear on the matter!
In the meantime let’s cross our fingers…..only because although we respect laws and rules as much as possible……when these inspections arrive there’s that feeling that “they always find something!!” :-)


giovedì, febbraio 21, 2008

Un giudizio su i nostri cioccolatini

Ci sono settimanali che per noi produttori di cose mangerecce, sono dei veri e propri punti di riferimento.

Uno di questi e' ... Confidenze. :-)


non fatevi trarre in inganno dalla copertina, i contenuti sono di altissimo profilo! :-/

Quindi secondo voi, il fatto che secondo una gentile lettrice-degustratice-ufficiale i nostri cioccolatini (detti anche BalsaCiocco), siano i meno buoni (un misero 6,5) tra i 4 assaggiati ... e' una cosa bella o brutta??


Io il mio personale pensiero ce l'ho, poi ve lo dico (e so gia' di fare incazzare tutti i pseudo-proconsumatori)


-------------- English Version

OUR CHOCOLATES AND THEIR JUDGEMENT

There are magazines that to us, food producers, are extremely important and we see them as guides.
One of them is…..Confidenze :-)


don’t let the cover trick you, the contents of this magazine is of very high level.
So, according to you, the fact that a kind reader and official taster of our chocolates (a.k.a. BalsaCiocco) says they aren’t as good as ( a miserable 6.5) the other four tasted….is this good or not??

I do have my own personal opinion on this, which I’ll tell you about later (and I already know that I’ll get all those fake optimistic consumers mad)


giovedì, gennaio 03, 2008

Chi ben inizia è a metà dell'opera (post lungo un anno)

Il primo dell'anno ci siamo concessi una pizza indegna al Rossopomodoro a Reggio Emilia, presso "I Petali" dello Stadio Giglio. Miei compagni di merende erano Andrea Melody-hardRock Zanna e Marco Rufus Parmi.
Sarà stato il fatto di aver dovuto rinunciare alla visione di un film prescelto per overbooking, sarà stata colpa della pizzaccia (parere personale eh!), sarà stato, molto piu' probabile, la classica malinconoia del primo dell'anno, rimane il fatto che il discorso e' andato inesorabilmente ripiegando sui problemi dell'Italia, del mondo, dell'Universo ecc... in un'atmosfera di pessimismo cosmico imperiale che anche il buon Tonino Guerra dell'Unieuro sarebbe uscito demoralizzato...

Politica, ambiente, valori, costumi, tv, radio, internet, uomini, animali, donne, relativi rapporti e chi piu' ne ha piu' ne metta, non abbiamo risparmiato nessuno, noi inclusi!

Questa angoscia si e' rivelata tuttavia costruttiva, ogni tanto fa bene prendere atto della situazione seppur puzzolente, in cui ci si trova, per ripartire piu' carichi che mai.

Quindi, giusto per iniziare all'insegna un po' dell'outing, un po' dello sfogo di fine anno ritardato, volevo precisare alcune alcune cose rimaste colpevolmente in sospeso durante il 2007:

1- questione "Balsamicopoli" detto anche, il festival dell'ipocrisia:

Innanziuttuto qui qualche link di riferimento: 1, 2, 3, 4, 5.
Provo a sintetizzare quello che e' successo, AI MIEI OCCHI, nell'ambito del Balsamico Tradizionale in questi ultimi 20 anni. Chi ha voglia di annoiarsi mi segua ...

Il Consorzio e' stato fondato ed ha iniziato ad operare a meta' anni 80. A quella data si imbottigliava gia' prodotto Oro extravecchio, con minimo 25 anni d'invecchiamento. I criteri che servivano per ottenere l'agognato bollino erano semplicemente quelli organolettici creati (probabilmente) prendendo "a modello" Balsamici dall'invecchiamento risaputo e certo.
Tutti i produttori, per imbottigliare Tradizionale:
- dovevano obbligatoriamente essere iscritti al Consorzio
- non erano necessarie documentazioni o cartacce varie
e tutti andavano d'amore e d'accordo perche' regnava il buonsenso.

Altro aspetto interessante da tenere in considerazione era che a quel tempo ce n'era 1 e uno soltanto di Produttori che vivevano di solo Balsamico (al Tradizionale era ovviamente affiancato un Condimento Balsamico), per tutti gli altri il Balsamico Tradizionale era un accessorio rispetto ad un 'altra attivita' (vino, ristorazione, ecc...) oppure erano giusto amatori/produttori famigliari.

Quest'unico produttore, una delle Acetaie piu' antiche e rinomate, era stato ovviamente anche tra i fondatori del Consorzio e uno dei primi ad esportare il prodotto in America.
Una sorta di monopolio MA in senso buono, cioe' per forza di cose, chi aveva le botti poteva produrre senza tante altre formalita'.
Non c'erano altri a cui interessava la produzione di questo prodotto che era sempre stato ad appannaggio di amatori e che secondo una concezione prettamente economica, non faceva guadagnare.

MA I TEMPI CAMBIANO

Effettivamente di solo Balsamico Tradizionale NON si vive, e questo l'aveva gia' sperimentato il, fino allora unico, "mono-produttore"; infatti il vero bisiniss era fatto con il Condimento.
Altri imprenditori si rendono effettivamente conto di come, aldila' del Tradizionale che rimarra' sempre per sua natura, LIMITATO, il Condimento INVECE NON ha potenzialmente limiti produttivi dato che di fatto e' un prodotto senza disciplinari e lasciato alla discrezione del produttore. MA MA MA per vendere il Condimento, DEVI avere ANCHE il Tradizionale; cioe', non e' obbligatorio, ma fa parte del gioco:

"vede signora, io sono figo perche' faccio il Tradizionale"
"si ma ... costa tanto!"
"non si preoccupi, ho un prodotto che e' quasi uguale ma costa meno"
"ah si, allora prendo quello"
oppure
"vede sig. mega importatore galattico, io faccio il Tradizionale"
"si vabbe', ma neanche m' impegno per vendere queste poche bottiglie e cosi' care, che nessuno le capisce"
"non si preoccupi, ho un prodotto che e' quasi uguale, ma costa meno e ce n'e' quanto ne vuole"
"Figata!!"

NON SOLO, perche' aspetto MOLTO importante era ANCHE che il mercato del Condimento era di fatto sguarnito, l'unico produttore aveva ormai un giro consolidato e l'assenza di competitors aveva fatto si' che, giustamente, non c'era neppure bisogno di sbattersi per promuoverlo e farlo conoscere.

INFINE, sottilmente importante (anzi, aspetto fondamentale) il fino allora unico produttore, aveva un concetto del Condimento VERAMENTE ALTO: il Condimento doveva essere un prodotto:
- facile
- non eccessivamente denso
- che, indipendentemente dall'invecchiamento (che ricordiamocelo sempre, e' assolutamente INVERIFICABILE = non fidarsi mai) non fosse confodibile, concettualmente e nell'utilizzo, con il Tradizionale

E NON un


"(quasi)Tradizionale che per fare un favore a lei, povero consumatore indifeso, non abbiamo imbottigliato per risparmiare sui costi del Consorzio"

oppure (un-official version)

"tanto la gente non capisce un cazzo, basta dargli un prodotto denso che e' contenta"


MA I TEMPI CAMBIANO.

Nuovi produttori intuiscono lo spazio aperto nel mercato ed entrano.
Il problema e' che qualcuno entra A GAMBA TESA.

Il 2000 e' l'anno del riconoscimento della DOP.

Dall'avvento della Dop (rivelatasi finora un gran problema e basta ...) tra riconosciumento/registrazione ed operativita' dal 2000 al 2002, il disciplinare chiedeva ANCHE una documentazione che certificasse che le botti e il relativo prodotto fossero vecchi di 12 e 25 anni e cioe' i due livelli riconosciuti per legge: affinato=bollino aragosta=12 anni minimo=240 punti in degustazione ED extravecchio=bollino oro=25 anni minimo=300 punti
(l'argento e' solo una prerogativa del Consorzio di Reggio Emilia che viene riconosciuto come punteggio di degustazione intermedio di 270 punti per l'esattezza).

Inoltre, essendo la Dop un riconoscimento europeo, la "tutela" del prodotto non era piu' solo a favore del Consorzio, che si spoglia dell'autorita' di controllo e tutela a favore del Ministero delle politiche agricole e forestali, ma di un Ente Certifcatore che puo' quindi controllare anche produttori di UN ALTRO Consorzio, produttori esterni (indipendenti) e cosi' via, purche' rientrino nel disciplinare e nel piano di controlli = possono esistere, diversamente da prima, piu' Consorzi (e' quello che succede a Modena, v. qui e qui) o comunque anche produttori esterni (attualmente a Reggio c'e' un Comitato di Produttori indipendenti)

Con l'introduzione della Dop (operativa da maggio 2002) il problema esistenziale era scegliere tra:

1
far imbottigliare Tradizionale SOLO a chi dimostrava con DOCUMENTI UFFICIALI (o, nella versione ammorbidita, anche documenti interni al Consorzio di rilevanza ufficiale come censimenti, autodichiarazioni durante gli anni degli iscritti ecc...) di aver avuto botti e prodotto da piu' di 12 e 25 anni. Per documenti ufficiali intendiamo: fatture di acquisto delle botti di 12-25 anni fa e fatture/documenti di carico e scarico dei mosti per gli anni successivi.
E chi non fosse stato in grado di dimostrarlo, avrebbe dovuto aspettare, dall'anno zero i fatidici 12 e 25 anni.

oppure
2
far imbottigliare Tradizionale a tutti quelli avessero fatto un'AUTOCERTIFICAZIONE supportata da un CONTROLLO in Acetaia sulla reale esistenza di botti/prodotto e della relativa qualita'. Tipo: dichiaro sotto la mia responsabilita' che ho tot botti e tot litri di prodotto di cui, una parte sotto i 12 anni, un'altra da 12 a 25 e un'altra oltre i 25.

Nel primo caso i produttori in grado di poter andare avanti fin da subito si contavano sulle dita di una mano (e noi fortuntamente c'eravamo) perche' di fatto il 90 e passa% del patrimonio del Balsamico era di famiglie e nessuna aveva mai avuto ne' l'obbligo (in quanto NON aziende) ne' la possibilita' (in quanto auto-produttori di mosto ad esempio) di tenere i fatidici documenti ufficiali.

Nel secondo caso (autodichiarazione+controllo) c'era un enorme rischio che entrassero in questa sorta di "zona franca" , detta anno zero, anche tanti neo-produttori autodichiaratisi vecchi o comunque, cosa piu' importante, che entrasse una marea di prodotto Tradizionale del quale non si sapeva provenienza, invecchiamenti ecc..

Per intenderci questo quesito esistenziale e' stato proposto anche a Modena e, le leggende del caso, dicono che certi abbiano dichiarato talmente tanto prodotto che a fare due conti sulla carta, quel tinello o soffitta, nel tentativo di reggere quel peso, si sarebbe dovuto richiudere su se' stesso portandosi dietro tutta la casa :-)

Questo problema poteva essere evitato con un rigoroso controllo da parte dell'Ente di Certificazione che ha gestito l' "anno zero". A suo tempo era la PAI. Non chiedetemi se tale controllo rigoroso c'e' stato... tanto la risposta potete gia' immaginarla (per chi non ha fantasia, e' NO)

Ma torniamo al quesito fondamentale: solo documenti ufficiali o autocertificazione+controllo dell'Ente Certificatore? Perche' e' qui che e' successo il patatrac ...

La burocrazia e' piu' lenta del buonsenso e, mentre si perdevano ANNI a
- cambiare lo statuto
- cambiare il regolamento
- cambiare il disciplinare
-presentare il piano di controlli
- spiegare all'Ente Certificatore COSA doveva controllare (ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!)
- attendere che l'Ente Certificatore andasse a visitare tutti
- attendere le relative approvazioni del Ministero
- ecc...ecc...ec...
nella VACATIO DOP che si era aperta, e' successo un po' di tutto, tipo che un neo-produttore e' arrivato nel giro di qualche anno ad imbottigliare di piu' del produtore storico e, con grande “freddezza commerciale”, accapparrarsi tutta quella fetta di mercato sguarnita del Condimento, aprendo veramente una stagione nuova.

Nonostante l’avvicendamento dell’Ente Certificatore, il nuovo prescelto era Suolo E Salute, scelto proprio con la speranza di fare gli indispensabili controlli, la situazione e’ proseguita allo stesso modo, cioè sono state ritenute perfettamente valide le dichiarazioni ammesse dal primo Ente Certificatore, sia perche’ (a sentire loro) erano obbligati a ritenerle valide in assenza di contestazioni ufficiali, sia perche’ (penso io) nessuno si voleva prendere la responsabilita’ di aprire il coperchio.

Questo decisione, la conferma della validita’ delle precedenti autodichiarazioni che legittimavano lo stato di fatto, ha dato il via a quella frattura che fino a qualche anno prima sembrava semplicemente inimmaginabile

Il produttore storico esce dal Consorzio portandosi con se’ altri due produttori e nel farlo “dichiara guerra” al Consorzio.

Essendo il Consorzio sprovvisto di Tutela (quel riconoscimento ufficiale del Ministero che lo fa diventare l’UNICO interlocutore verso lo stesso per tutte le problematiche relative alla Dop), il Ministero e alle relative autorita’ di alto livello (Repressione Frodi, probabilmente Nas, ecc….) “penso proprio” che siano diventate oggetto di fitta corrispondenza “inquisitoria”.

Questo dichiarazione di guerra ha trovato poi grandi sostenitori nelle fila degli “amatori”, quelli della Confraternita del Balsamico Reggiano, riuniti sotto la “direzione artistica” del relativo Presidente.

L’urlo di battaglia era ed e’ tutt’ora una cosa del tipo: solo noi siamo i veri depositari della Tradizione! TUTTI quelli dentro al Consorzio sono degli industrialoni cattivi! Il Consorzio non ha tutelato la qualita’ del prodotto Tradizionale! Consorzio = cacca! Ecc… ecc…

Passa poco piu’ di un anno e la “fitta corrispondenza inquisitoria” ottiene verosimilmente i suoi risultati. I Nas escono ad inizio 2007 e cazziano di brutto alcuni produttori. Qualche mese piu’ tardi (!!!!), salta fuori il super scoop dei giornali locali che vi ho riportato paro paro su questo blog.
Quotidiani che hanno tralasciato il fatto che anche altre aziende erano state bloccate nell’imbottigliamento o comunque subito un altri proveddimenti.
Ne hanno la peggio, soprattutto dal punto di vista dell’immagine visto l’accanimento mediatico dei suddetti giornali, sia quel nuovo produttore che da un giorno all’altro imbottigliava piu’ di tutti sia un produttore storico che nessuno avrebbe mai sospettato.

Aldila’ delle considerazioni sulla professionalita’ della Stampa, che possiamo tranquillamente parificare alla lucidita’ che possono avere dei gatti “in amore”, e’ doveroso precisare cosa e’ stato contestato dalle autorita’:
- al “neo-produttore” il fatto di non riuscire a giustificare tutta quella giacenza di prodotto dichiarato come Tradizionale quindi “affinato” (oltre i 12 anni) ed “extravecchio” (oltre i 25 anni) (irregolarita’ formali)
- presenza di solforosa nel Tradizionale quando il disciplinare non ne prevede l’AGGIUNTA (occhio, l'aggiunta! non la presenza)
- piu’ altre amenita’ tipo locali di produzione senza autorizzazione sanitaria, prodotto Dop imbottigliato tenuto in locali non idonei
- all’altro produttore sempre delle irregolarita’ formali, idem per la solforosa e penso basta.

Bisogna quindi precisare, a scanso di equivoci che non c’era niente che riguardasse la qualita’ e salubrita' intrinseca del prodotto MA SOLO E SOPRATTUTTO dubbi sulla PROVENIENZA che, nell’ambito di una DOP, e’ cosa di VITALE IMPORTANZA.
Sempre per chiarezza, il Tradizionale o viene da Reggio o da Modena, e’ difficile che prodotto che passa l’esame organolettico, sia fatto altrove, la “giacenza occulta” del territorio si gioca in queste due province.

segue ...


ENGLISH VERSION --------------
The first day of the year we treated ourselves to an unworthy pizza at the Rossopomodoro of Reggio Emilia. My crowd; Andrea Melody-hardRock Zanna and Marco Rufus Parmi.
Maybe because of the fact that we had to give up on the movies due to overbooking of the movie we had chosen, maybe because of the terrible pizza(my personal opinion), or better that lousy typical feeling you get on the first day of a new year…however we inevitably began discussing on Italy’s problems, the world’s, the universes’ etc….in an atmosphere of cosmic negativity that even the greatest optimist around would have become unmotivated.

Politics, nature, values, culture, tv, radio, internet, people, animals, women, the relationship amongst these and whatever else, we didn’t spare anyone, including ourselves!

This negative anxiety became however helpful, every now and then it’s actually a good idea to come down and see how things actually are.

Thus, just to start off the new year with a tad of an outing, and make points clearer, I’m guilty cause I should have done this last year, I need to get to the bottom line of a few matters.

1. Balsimicland, a.k.a., hypocrites fest, a.k.a. the consequence of a monopoly that fell.
I’ll try reassuming what happened, ACCORDING TO ME, in the balsamic world in the last few years. For those who want to get bored….follow me…..

The consortium was founded and began working in the mid ‘80’s. In those years the extra old Gold with minimum 25 years aging was already being bottled. The criteria used to obtain the gold mark were simply organic standards created by randomly using bottles they were certain had been aged for long.
In order top put their produce into these precious bottles all producers needed to be signed up in the consortium.
Ever since the DOP(Protected Designation of Origin), ( which until now has only been a problem….) from certification to effective functioning, from 2002 to 2003 , documents certifying that the barrels the and product within went form 12 to 25 ( the two levels recognised by our law, refined, lobster mark, 12 years, minimum, 240 points and extra-old, gold mark, 25 years minimum, 300 points and silver is an intermediate level which certifies an in between stage and is fixed at exactly 270 points) years old were also required.
Also, considering that the DOP is a European certification, “protecting” this product was not only of interest to the Consortium but of an institution that in a certain sense was above the lines and had to check up on those within the Consortium but also independent producers that could obtain this certification if they followed the same rules.

to be continue...

venerdì, dicembre 28, 2007

Auguri Balsamici dall'AcetaiO!


Per non perdere la Tradizione, anche quest'anno, come l'anno scorso, utilizzo un'immagine di Bob (Noto) per farvi gli auguri di buone feste ecc.. ovviamente la uso senza chiederglielo :-)

Dopo il 25 tutto tace ... se prima sembra che tutti abbiano il pepe (di Sarawak selezionato da Gianni Frasi ovviamente) al sederino, ora tutti inghiottiti dal buco nero dei giorni che separano Natale da Capodanno. Unico posto per incontrarsi, lungo le vie di campagna per una passeggiata di inutile smaltimento eccessi gastronomici e, ovviamente, in armeria per il doveroso acquisto di botti di fine anno :-)

Ogni fine anno faccio sempre i miei personalissimi ringraziamenti, mentre ci penso, ne ho gia' almeno due che mi escono da cuore:

1- un grazie dal profondo del cuore ai corrieri in generale ma in particolare a quelli dello sciopero strategico una settimana prima di Natale, che come una sbornia enorme, lascia postumi per settimane intere a seguire.
Le mie scuse ufficiali a quelli che hanno visto non recapitare in tempo i loro regali, nonostante si sia utilizzato il servizio superrapidogarantito. Come ad esempio Stefano di ArsColor.
Di nuovo e miei piu' sentiti ^*°é*"£$%&? a tutti i corrieri che hanno contribuito e che ci hanno insegnato che per sicurezza bisogna spedire i regali di Natale per il giorno dei Morti.

2- alle autorita' preposte alla tutela dei prodotti "tipici" per non aver fatto una mazza anzi, aver agevolato, la richiesta di IGP così com'e' oggi passata a Bruxelles. Gli "industrialoni del Balsamico di """"Modena""""", per la maggior parte operanti neanche nella provincia, non sono loro i cattivoni del caso, loro hanno fatto solo il loro mestiere: chiedere che l'Aceto Balsamico di """"""Modena""""" possa essere prodotto con 8 vitigni provenienti da TUTTO IL MONDO, imbottigliato in TUTTO IL MONDO ecc.... e poterlo ancora chiamare "Aceto Balsamico di Modena", a quanto pare era nei loro interessi e cosi' e' stato, supportato e sbandierato come un successo anche dai politici locali ... ad impegnarsi, una minchiata cosi', sarebbe impossibile da ripetere! Complimenti e grazie ancora!

--- English Version ---
Balsamic Wishes from the Acetaio!

In order to continue traditionally, again this year, like the previous, I’m using Bob’s picture to wish you happy holidays and a happy new year, and obviously not asking him for permission.
After the 25th all is silent……if before everyone seems to be on hurry, now everyone is lost in the black hole that separates Christmas day from New Years. The only place to meet is along country side roads where we uselessly walk hoping to burn some calories or at the local gun store where we feel the need to buy fireworks for new years eve.

Every year I send my very private wishes, and while I’m thinking, I have at least two that come from the heart:

1. thank you goes to couriers more generally, but in particular to those who went on strike a week before Christmas….leaving traces like in an immense hangover for entire weeks.
My official sorry to those who didn’t see their gifts delivered on time although we used the ultrarapidguaranteed service. Like Stefano of ArsColor.
Again thanks to £$%%&/()? and all couriers that contributed in teaching us that, just in case, Christmas presents should be sent out on Halloween.

2. Those institutions, authorities that work to protect "typical" products that didn’t stop, but helped the IGP request that was approved today in Brussels.
Most of “Modena’s balsamic industrials” (found primarily out of the region), that can’t be blamed they only did what they had to, or rather, request that Modena’s Balsamic Vinegar can be produced using 8 varieties coming from the whole world, bottled in the whole world…..and still call it “Aceto Balsamico di Modena”, it seems that this was in their interest and they did it, supported and almost celebrated by local politicians as a successful victory….such crap can’t be easily repeated! Congratulations and thanks again!

mercoledì, ottobre 24, 2007

E' ufficiale ... l'AcetaiO a UnoMattina!

Ebbene si ... cercavo di tenerlo per me ma non ci stavo piu' dentro.
L'emozione di poter conoscerli, era per forza da condividere con qualcuno ...
Conoscere chi?
Lui

Ma soprattutto ... LUI!!




Per chi me lo chiede, lunedi' mattina lo saluto in diretta finche' non mi fanno abbattere dalla sicurezza :-)

martedì, ottobre 02, 2007

E ancora su l'Aceto Balsamico (un po') di Modena

E' del 22 settembre ma merita di essere postato (e trasformato in poster e affisso in camera da letto....). Solo il titolo provoca emozioni molto intense ....

Come dicevamo (qui e qui) questo e' solo una tappa di una storia che si trascinera' per un bel po'. Accettiamo scommesse sul finale!

domenica, settembre 16, 2007

La saga del Balsamico: la stampa del 31 agosto

Finalmente ecco gli ultimi sprazzi "scandalistici"

Il Giornale di Reggio

L'Informazione