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mercoledì, febbraio 18, 2009

Rafael Garcìa Santos dice: "ok!"


















Altro che "Uomo Del Monte"! Quando è nientepopò di meno che Rafael Garcia Santos (aka Lo Mejor de la Gastronomia) a dire di sì, allora bisogna festeggiare...vai con la bottiglia di lambrusco!

Grazie a Bob Noto per la foto e per avere avuto con sè l'ampollina.

ps: colgo l'occasione datami dalla foto per chiarire come si versa il Balsamico Tradizionale. Quella fessura sul tappo che il sig. Santos sta usando per far fuoriuscire il prodotto, e' in realtà l'apertura dalla quale dovrebbe entrare l'aria. Per questa va tenuta sempre pulita e libera.
Così facendo l'aria entra e permette al denso e ricco Balsamico di fuoriuscire goccia a goccia.
Bisognerebbe quindi:

1- inclinare di 45 gradi circa il boccettino facendo in modo che il taglio sul tappo sia verso l'alto e la cannula di vetro e il relativo beccuccio verso il piatto

2- attendere ed osservare il taglio/l'apertura del tappo. quando entra l'aria, significa che "qualcosa si muove"

3- dosare le gocce a piacere

4- in sostanza: ci vuole pazienza, ci abbiamo messo almeno 12 anni a farlo, cosa sarà aspettare qualche secondo in più per farlo uscire! :)

Disclaimer: a chi verrà visto agitare l'ampollina come farebbe un barman acrobatico durante la finale mondiale con il suo shaker o tenerla in posizione perfettamente verticale rispetto al tavolo (e magari dare qualche botta nel sedere dell'ampollina), verrà immediatamente amputata la mano (o il braccio a seconda della gravità) ;)

domenica, febbraio 08, 2009

Quando il Gambero Rosso segna svolte epocali


20 anni fa, quando mio padre diceva che faceva "Balsamico di Reggio Emilia" gli ridevano in faccia.


Pian piano "quello di Reggio" si è fatto conoscere sempre di più e a detta di molti (qui addirittura un modenese, poi Raspelli financo a
Paolo Marchi su Il Giornale) è quello che si è sputtanato (si può dire?) meno rispetto a quello dei cugini di Modena.

Nel frattempo, su qualsiasi media, quando si parlava di Balsamico
a- era fatto SOLO a Modena
b- se si parlava di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, le foto erano sempre e comunque quelle del Balsamico di Modena

Basti pensare che sulla segnaletica stradale delle Strade dei vini e dei sapori di Reggio Emilia , il pittogramma che identifica la presenza di un'Acetaia è proprio la stilizzazione della famosa bottiglietta di Giugiaro, quella del Balsamico Tradizionale sì, MA di Modena.

Tutto questo fino ad oggi, fino a quando, grazie ad apposite segnalazioni non scopro che a pagina 17 del Gambero Rosso di questo mese, avviene di fatto la svolta epocale, il sorpasso, in termini di immagine ed immaginario, del Balsamico Tradizionale Reggiano rispetto a quello di Modena.

Se poi volessimo esagerare, potremmo anche fare un paio di pensieri sul fatto che il Balsamico in questione, è mio :)

Si tratta certamente di un refuso ma dal valore simbolico incredibile.


Per cui grazie di cuore Gambero Rosso, questa pagina entrerà nella storia del Balsamico! :)




ps: si poteva anche argomentare questo lapsus dicendo che il "Balsamico senza segreti" era quello di Reggio Emilia e dell'Acetaia San Giacomo, ma poteva risultare troppo stucchevole :)

pps: non è che io ce l'abbia con i modenesi, anzi!
Uno dei primi corsi sul Balsamico lo feci a Spilamberto, alla Consorteria. E fu bellissimo.

pps: il Ducato di Modena e di Reggio Emilia, è stato un "unico territorio" per più di 400 anni.
Che si sappia: secondo me non ha senso parlare di prodotti diversi. O meglio, sono prodotti diversi intimamente, poichè come ogni prodotto della natura, ogni famiglia, ogni singola botticella dà vita ad un Balsamico diverso, ma hanno un'unica origine, un unico territorio, una unica matrice storica.

Bonus link: il filmato sul Balsamico Reggiano (da notare la dolcezza di certi commenti modenesi :)

venerdì, ottobre 03, 2008

Santa Monica Farmers Market

Come incontrare informalmente e fuori dalle loro cucine i migliori chef di L.A.?

Ogni mercoledi' mattina, qui

giovedì, agosto 28, 2008

Situazione DOP e IGP - Forma e sostanza - Lungo

Prendo spunto da questa novità, quella delle scomparse (salvo ricorsi e contro-ricorsi) dall'anno prossimo delle DOC e delle DOCG del vino italiano, a favore dei marchi "DOP" e "IGP" per parlare proprio di questi marchi comunitari che dovrebbero identificare l'eccellenza dell'agroalimentare.

La News delle Doc e delle Docg l'ho sentita solo ieri e quello che risultava dalle interviste era più o meno: "così perderemo tutti quei vini che rappresentano un territorio ..."
IMHO, penso che la maggior parte dei vini DOC e DOCG di fatto già NON rappresentino un territorio.
E' quindi un falso problema? Secondo me, dal punto di vista della sostanza, sì.
E qui non metto neppure una link perche' penso che chiunque approcci con un minimo di senso critico la questione "vino", sappia gia' delle problematiche relative alle Doc, al fatto che produttori (anche Grandi) preferiscano uscirne, al fatto che la Doc stessa non fornisca strumenti idonei al vignaiolo, per difendere e valorizzare il suo ruolo di custode di un territorio/vigna.

Comunqe, sempre dei giorni scorsi un articolo sul Sole24ore (Centro-Nord) che riporta un po' di numeri interessanti riguardo alla questione DOP e IGP in Italia.


Innanzitutto, finalmente, un numero ufficiale di quante bottiglie di Balsamico Tradizionale vengono imbottigliate anzi, "vendute", annualmente: 133.000. Tra Modena e Reggio Emilia ovviamente.
Ora, poichè tutta la provincia Reggio Emilia (1 solo Consorzio e meno di 5 produttori indipendenti) ne imbottiglia circa 28.000, deduco che Modena, tra i 2 Consorzi (qui e qui) e, direi, la cooperativa di produttori, sia a quota 105.000.

E allora scatta il teorema (?): SE definiamo il Balsamico Tradizionale di Modena una produzione di nicchia, ALLORA, con il suo quinto di produzione, il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia e' una "nicchia nella nicchia"! :) Molto bene ...

Ma torno al discorso in generale sulle Dop e sulle Igp.
Per un prodotto come il nostro è stato un passaggio obbligato, nel senso che tutto l'apparato istituzionale (Provincia, Regione, Stato) ha voluto trovare un riconoscimento ufficiale/formale sul quale investire eventuali fondi per la promozione e/o sviluppo dell'agroalimentare.
Ci sono pero', a mio modo di vedere, 3 ordini di problemi:

1- la forma (la certificazione di qualità Dop e Igp) non corrisponde sempre alla sostanza: un po' come per le Doc, le maglie larghe di certi disciplinari di produzione fanno si' che il prodotto perda le sue carattersitiche di qualità (materia prima), territorio e, non ultimo, tradizione (in certi casi, puo' anche non essere un male).
Basta vedere nell'elenco dei prodotti Dop e Igp sul sito del Mipaf, e vedere come per certe "eccellenze", a discapito del nome di provenienza, la produzione possa essere fatta anche a centinaia di Km di distanza oppure, ancora piu' clamoroso, nel caso dell'Aceto Balsamico di Modena per il quale si attende l'agognata IGP: ci tornero' con maggiori dettagli perche' la situazione e' interessantissima ma praticamente sembra che, tra le due istanze (una che richiede
l'utilizzi di mosti solo dell'Emilia Romagna e l'altra (da Germania! Spagna! Grecia! :O ) che richiederebbe 8 vitigni da tutto il mondo (!!!!) e dovrebbe esser fatto a Modena solo il blend tra l'aceto di vino e il mosto cotto (!!!). Ebbene l'Unione Europea propenderebbe per la seconda opzione perche' altrimenti sarebbe "una lesione al diritto di libera circolazione delle merci". Robe da matti, se confermate.

2- la spendibilità e, soprattutto, credibilità di tali marchi.
Il punto di partenza di questo ragionamento e' lo stato dell'arte al 2001.
Questo e' tratto dall'VIII Rapporto di Nomisma:

"Posto di fronte alle indicazioni correnti utilizzate per i prodotti tipici, il consumatore in linea di massima si dimostra confuso. Oltre l’80% non conosce le Igp, le Stg e la produzione ottenuta con la lotta integrata, il 74% non conosce le dizioni Iso 9000/Uni En 29000 e il 71% le Dop"

Più in dettaglio:


A livello europeo:


Dicevo, il punto di partenza perche' si spera che in 8 anni qualcosa sia cambiato anche se, in realta', penso che la conoscenza di questi marchi sia sempre bassissima, quindi poco spendibili e, se dovessero incorrere sempre più in problematiche di cui al punto 1, anche la credibilità penso sia compromessa.

3- infine, la "convenienza" economica dei marchi stessi: mi spiego, quasi 3/4 del volume d'affari, come appare da questa tabella (dati 2004)


e confermato dall'articolo stesso, e' dato dall'aggregato tra Parmigiano Reggiano-Grana Padano-Prosciutto Parma-Mortadella. Tutto il resto sono briciole. Se volessimo proprio quindi essere pignoli, i restanti prodotti non hanno il peso, la "massa critica" per affrontare commercialmente un mercato. Quale motivazione migliore, quindi, per farsi venire a comprare i prodotti direttamente in casa? Con importanti riflessi economici per tutto il territorio?
Investire su una casa di campagna piuttosto che su un capannone puo' essere strategico per i piccoli produttori di cose locali (idem per la rete e il suo rivoluzionario approccio alla comunicazioen). E' quello che abbiamo fatto, e se riusciremo a salvarci dalle sciabolate dei mutui :), potremo esserne felici.


C'e' un'opportunita' per vedere com'e' la situazione dei Marchi di qualita' ad oggi, la conferenza che si terrà a Bologna in occasione del Sana il 12 settembre, sperando che renderano noti dati come quelli sopra e che abbiano un approccio critico a riguardo, e non solo grandi numeri per dimostrare che il sistema dei marchi di qualità "funziona alla grande".

mercoledì, agosto 13, 2008

Oggi in acetaia

Amedeo oggi ha provato l'acidità del nostro "Aceto di Lambrusco" che stiamo facendo in queste grandi (350 lt) botti qua:


fortunatamente l'acidità sta salendo clamorosamente anche se la produzione avviene in modo super-tradizionale cioe' buttandoci dentro del vino e aspettando che l'ampia superficie a contatto con l'aria, agevolata dall'apertura che abbiamo ... ehm, come dire, "ampliato",

ossidi ed acetifichi lentamente mantenendo i profumi giusti.
Cosa ben diversa, manco a dirlo, dalle acetificazioni fatte in 24-48 ore.

Questo qua sotto, che sembra la costellazione di Orione di notte, in realtà e' un "velo" di acetobatteri, quei simpatici animaletti che trasformano l'alcol etilico in acido acetico ...



Inoltre sempre Amedeo mi ha portato un bicchiere di "Aceto di Mosto all'arancia" (scatta anche qui il toto nome?)... che innanzitutto riporta un bell'aumento di acidità anch'ello, e poi sta mantenendo un bel profumo all'arancia che vedrei proprio bene su un'insalatina con gamberi e qualcos'altro

Due parole veloci su come abbiamo (provato) a farlo: 10 litri di mosto d'uva cotto poco, massimo 30 brix e, durante la fermentazione, abbiamo aggiunto 300 g circa di buccia d'arancia BIO della sicilia acquistata grazie al gruppo di acquisto dell'Albero Sacro. E ora lo mettiamo in botte, perche' finora e' stato in damigiana.
Update: messo in damigiana da 8 litri. Quindi in 6 mesi e' calato del 20% !
Beh, mi sa che quest'inverno ne mettiamo su un po' di piu' e ci proviamo pure con i limoni :-)

Per essere completi, dovremmo dire cosa fanno i nostri gatti-guardiani-anti-topo in una giornata qualsiasi d'agosto ...
beh ... riposano








---------- English version


Today in the Acetaia

Today Amedeo tried out the acidity in our “Lambrusco Vinegar” we are making it in these big (350lt) barrels here:


fortunately the acidity is increasing even though this vinegar is produced in a completely traditional manner, which means it’s made by pouring wine inside the barrel and waiting for it to get in touch with the air that comes in from the opening……that we somehow widened…..

in order to oxidize and acetify slowly, and maintain the correct aromas. We don’t even need to say that this process is very different from the acetifications done in 24-48 hours.

What we see beneath which looks like a constellation in the sky, is actually a “veil” of vinegar bacteria, those sweet little things that transform ethylic alcohol into acetic acid…..


Amedeo also brought me a glass of “Orange Vinegar Must” …that has also augmented its acidity and is keeping a pleasant orangy smell, I can already imagine it on a salad with shrimps and something else ...



Just a few words on how we made it (or tried to make it): 10 lt of little cooked must (unfermented grape juice) at 30 on the brix scale the most, during fermentation we added 300g of organic sicilian orange skins which we bought through the Albero Sacro Purchasing Group. And now we are putting it in a barrel, since until now it’s actually been in a demijohn.
Now we've 8 litres (instead of 10) so we lost 20% (!!)
Well, I guess this winter we’ll put some more in and also try it out with lemons..

In order to have said everything we should say what our cats-guards-mice killers are up to on this august day….. well they’re resting



giovedì, agosto 07, 2008

Ego-segnalazioni estive

La Zagat, la famosa guida ecc.... e' anche on-line.
Tra i locali segnalati, a Chicago ad esempio, c'e' "Piccolo Sogno" che ci pregiamo-onoriamo di servire.
E cosa ti salta fuori nella sesta foto della gallery?

Zagat, the famous restaurant and hot spot guide….is also on-line.
Among the restaurants suggested is also the “Piccolo Sogno” in Chicago which we are honoured to serve.
And what do we see in their picture gallery?



Un'ampollozza di Condimento San Giacomo che, con grande coraggio, i proprietari lasciano sul tavolo.
Tra l'altro ci hanno già comunicato che tutti i tappi sono rotti, forse per la troppa foga nell'aprirlo??

A small bottle of Condimento San Giacomo, that the owners boldly leave on the table.
They also told us all the caps are broken….maybe the rush to open them??



domenica, luglio 13, 2008

Una vacanzina (ma sempre sul pezzo)

A brief vacation (but I’m always working)

La settimana scorsa ero qui
This is where I was last week





And more pics on Flickr

Ma nonostante questo ero sempre sul pezzo e guarda un po' cosa ti salta fuori nella botteguccia di prodotti tipici ...
Being that I’m always careful, look at what I found in a small typical shop…..


Ora, a parte il coacervo di numeri impressi sulle etichette, che sono sempre un gran bel vedere :( abbiamo anche un bel "Balsamico di Cannonau" (fatto pero' da un produttore di Modena che devo identificare tramite il numero API).
Now, besides the mess of numbers on the tags, which are always a pleasant sight….not….we also have a Balsamic of Cannonau (made by a modenese producer that I have to identify through the API number).

Vabbe', meglio rinfrancarsi con altre visioni ...
Ok, it’s better to freshen up with other images…..


martedì, luglio 01, 2008

And the winner is ...


Acetaia San Giacomo! :o

Ebbene si, ho messo subito in pratica quello che ho imparato in questo corso surreale a Vignola e, grazie alla solita fortuna dei principianti, ci e' scappata subito una statuetta d'argento per un secondo posto tra i condimenti, al Fancy Food Show di New York (urka!).

Yes I did, after that surreal course I took in Vignola, I put all that knowledge into practice and thanks to beginner’s luck we got a great second place in the condiment section at the Fancy Food Show di New York

Ma di cosa stiamo parlando? Del "BalsaMela"!
(Eeeh? ma cos'e' 'sta roba? Si calma, e' una cosa che si faceva gia' un tempo, in fin dei conti avere uva a disposizione era una cosa da ricchi e gli aceti, anche Balsamici, si facevano anche con altri tipi di frutta...)

What exactly is it we’re talking about? Of “BalsaMela”!
(It’s something that used to be done a long time ago, having grapes at their disposal the rich had and vinegars even balsamic, used to b made with other types of fruit……)

Qui sotto, uno dei miei soliti schemi per spiegare com'e' fatto :)
Below, one of my usual diagrams to explain how it’s made



Ci scommettiamo che tra un po' salta fuori qualche altro acetaio che mi fa il Balsamico di Mele?

Un po' come per "Adotta Una Batteria!" che sembra che a qualcuno sia piaciuta particolarmente ... (vedremo)

You wanna bet that sooner or later another producer will come up with balsamic vinegar made out of apples?

A little like “Adopt a Batteria!” that somebody seems to have liked…….(we’ll see)

lunedì, giugno 30, 2008

Il rapportone finale


Buonitalia che, salvo e sempre ben accette prove contrarie, ho come l'impressione che mi rappresenti uno di quei (o queGLI?) "scatoloni all'Italiana", ha pubblicato di concerto con l'ICE (andòm bèin!), un mega-rapporto (154 pagine!) finale su "La domanda e l'offerta di prodotti alimentari italiani negli Stati Uniti".

Ad una prima occhiata sembra dare spunti interessanti, ovviamente chi ne volesse una copia in pdf, mi faccia un fischio.

Provo a leggermelo tutto e ne postero' alcune impressioni prossimamente.

Nel frattempo, una segnalazione doverosa dopo l'esperienza di ieri:

RISTORANTE DA MARIETTA
Loc. Gravagna San Rocco
Pontremoli (MS)
Tel. 0187-436069

ovvero: le costolette d'agnello fritte piu' buone del mondoooo!!

------------- English version
The Final Report

Buonitalia, that I have the impression is like one of those “Italian Containers”, published a huge report together with the ICE (154pages) on “italian food products sold in the U.S.”

At a first glance it seems to be giving some interesting insight, naturally if anyone wants a copy just ask me and I’ll send the pdf.

I’ll try reading it all and then post my impressions.

In the meantime, after last night’s experience, I feel it’s duty to report this restaurant:

RISTORANTE DA MARIETTA
Loc. Gravagna San Rocco
Pontremoli (MS)
Tel. 0187-436069

or better: the best fried lamb chops in the world!!!


domenica, giugno 15, 2008

E per chi non gliene frega 'na mazza della partita ...

And for those that don’t give a damn about the game….

... offriamo in alternativa una serata istruttiva su ...
... we recommend an interesting evening on….

MIELI, LUPPOLI E CAPRE!
Honey, hop plants and goats!


Mmmmh ... e' proprio una bella idea (ci dice colui che ci intratterrà)
Mmmmh ... it’s a good idea (according to the man who will entertain us)

sabato, giugno 14, 2008

All about wine

Un post veloce-veloce tutto wine-based.



Innanzitutto vi anticipo che non appena avrò un attimo vi posto un super-scoop sul Brunello che giace tranquillo da un anno nel mio cassetto.


Lunedi' 16, domani, vado a Genova per
"Terroir Vino"
ci si vede la'?

Poi da qualche giorno gira on-line un appello sull'identià del vino italiano. Fautori dello stesso anche e soprattuto quelli di Porthos.

Per chi volesse, si puo' firmare ma per completezza d'informazione, sappiatecelo che c'e' anche chi la pensa diversamente.


Buon vino a tutti!

mercoledì, giugno 11, 2008

Vince un Balsamico Tradizionale Argento (urka!) ...

... chi titola (= crea un titolo giusto) questa notizia qui!

Mi spiego meglio: Massimo Kojak Bernardi e' l'editor di Kelablu, blog satellite del Gambero Rosso. Ed e' da un po' che si trastulla con la serie "Tutti Titolisti" e cioe' che per colui che crea il miglior titolo (a parere insindacabile della redazione) per una data notizia, c'e' un bel premio spedito dritto dritto a casa.
I premi sono sempre state cose "interessanti", come un Magnum di Morellino di Scansano Poggio Argentiera (manco a farlo apposta) oppure l'Olio Extra di Pianogrillo ... mica bau bau micio micio!

Quindi, tutti a titolare che vediamo a chi va questo Bollino Argento da Paura!
Già assegnato, e' il bollino n. 87992 . Si prega di inserire il numero nella stringa del "Balsamic Track" super servizio in esclusiva dell'Acetaia San Giacomo! :)

UPDATE: And the winner is ... Zorroboban! Complimenti, preparati all'arrivo dell'ampollozza.

venerdì, maggio 16, 2008

Dimenticavo! Una delle poche novita' viste al cibus 2008

I was about to forget! One of the few new products seen at cibus 2008

www.ferridal1905.com

Nel senso che erano "freschi", "brillanti" , con alcune cose molto buone (non ho assaggiato tutto).
Speriamo anche che facciano seguito alla mia richiesta di maggiori informazioni.
Mmmhh ... prevedo un nuovo ingresso nella Bottega del Gatto M per il periodo natalizio

ps: visto il sito-non-sito, preciso che si occupano di te' (ma alla fine come si scrive poi? te', the, tea, tie'?) e tutto il relativo circondario.

Bravi! uno sprazzo di luce in mezzo a tanta ombra

----- English Version


In the sense that they were “fresh” and “brilliant” with very good products (I didn’t taste everything).
Let’s hope they answer me, since I asked to obtain more info.

Mmmhh ... I see a new entrance in “the M Cat's Shop” for the Christmas season.

p.s.: being that the web-site is a non web site, I would ike to underline that it’s all about tea and surrounding matter…..

Bravo! a ray of light in the middle of darkness.

mercoledì, aprile 23, 2008

Tutti al FoodCamp!





E' in Molise, a San Martino in Pensilis.
Si, non e' proprio dietro l'angolo pero' "a pelle" ne vale la pena.

Innanzitutto per chi non sapesse, come me, cos'e' in generale un BarCamp, puo' vedere qui.

Questo in particolare e' specifico sul food(e vino) in internet.

Questa la sua pagina wiki.

Ovviamente, laddove possibile, aggiornamenti in tempo (quasi)reale sull'andamento dei lavori.

L'Acetaia San Giacomo sara' co-sponsor in natura, Reggiano e Balsamico non mancheranno mai! :-)

Diffondete la notizia!

----------- English Version

Everybody at Food Camp!


It’s in Molise, precisely at
San Martino in Pensilis.
It’s not right around the corner but I feel it’s worth it.
Firstly, for those that don’t know, like me, what a BarCamp is, you can click here.
This one is food and wine specific as seen on the internet.

This is his wiki link.
Obviously if possible, we’ll keep you updated real time on how everything is getting along.

Acetaia San Giacomo will co-sponsor, Parmigiano Reggiano and Balsamic Vinegar always need to be present.
Spread the news!

giovedì, aprile 10, 2008

L'evoluzione della "comunicazione" alimentare

Sul sito dell'Acetaia, in una pagina di approfondimento dalla capacita' soporifera attiva gia' dalla terza riga, circa un anno e mezzo fa dissi qualcosa come

" Da un lato quindi, la grande, ops! grossa distribuzione che mette "isole" dei prodotti tipici, richiama, nella comunicazione, al rispetto delle tradizioni e del loro territorio, argomento speso benissimo da grandi aziende camuffate da fattorie...Barilla e il suo Mulino Bianco ne sono stati i fantastici precursori"

= il territorio era il pretesto per vendere

ma dicevo anche

"....
gia' sorpassate peraltro dai prodotti rinforzati "che aiutano a stare bene". E questo e' probabilmente il futuro."

"
Non piu' un prodotto qualsiasi, non piu' un prodotto tipico, non piu' il prodotto dei fratelli, chenneso', che fanno aceto da generazioni (quando i fratelli non esistono...caso realmente accaduto), non piu' il prodotto "sano" (bio), ora il prodotto con il turbo, probiotico o giu' di li'."

tutto questa ego-citazione per quale motivo?

1- perche' quel futuro dei prodotti che, oltrepassando la strumentalizzazione del
- legame con il territorio
- della "salute" in generale (il Bio come mera diversificazione commerciale)


e' (gia' da un po' in realta') l'ora della categoria dei "PROBIOTICI" o "FUNCTIONAL FOOD" che dovrebbero ridare cio' che la vita toglie, o meglio, cio' che loro stessi, per una vita, hanno tolto o rovinato* :-)

Nelle ultime settimane in molti blog si parla dell'azione di Guerrilla Marketing fatta dalla Barilla per lanciare la loro nuova linea di prodotti pro-salute/pro-biotici/pro-boh!

Se ne parla, non tanto per la sgangherata operazione pubblicitaria in se' (che deve essere costata anche due lirette), ma anche e soprattutto per i prodotti.

Ovosodo riassume un toto pensiero che mi sento di condividere... (con link interessanti in fondo al post, al quale aggiungerei anche questo).

Ora, visto che il futuro e' gia' qui, la questione diventa un'altra: quale sara' l'argomento di comunicazione del food di domani?

(lo so ... c'e' di peggio :-)


Probioticamente vostro.

*a causa delle porcherie ivi contenute

martedì, aprile 08, 2008

Nicolas Joly tra anticipi e sgambetti

Una conferenza in bianco e nero, anzi, a tinte fosche. Infatti, di tutto, non ho capito perche':

a- la conferenza e' iniziata con un'ora di anticipo (!!) si'! anticipo ... non si sa perche' ..anzi, e' iniziata quando gli tirava a loro, cosi', perche' siamo tutti artisti! e perche' a quanto pare non c'era nessun orario da rispettare (nonostante sull'invito un orario ci fosse scritto).

Quindi subito complimentoni! anzi, scomoderei la capretta di Pasqua

b- Nicolas Joly dopo essere stato "scoperto" e lanciato in Italia da Porthos (ero tra i temerari che assistettero a Roma, penso nel 2004, alla sua prima conferenza nella sede della rivista di Sandro), ha capitalisticamente deciso di proseguire il suo cammino con mamma slowfood. Senza dubbio si vendono piu' copie del libro! ma in quanto a coerenza ... aiuto! E viceversa! (Petrini, per quel che mi risulta, guardava con sufficienza sia a Joly che, ad esempio, a Maule).

Qui, quello che pensa Sandro a tal proposito (troppo british secondo me, io avrei scomodato ancora la capretta pasquale)

c- nonostante la grande, immensa, capacita' suggestiv-comunicativa di Petrini (alla fine del discorso, minuti ininterrotti di applausi e pugni chiusi che si stagliavano al cielo, spettacolo!!), ribadisco la sensazione di fastidio che provo di fronte all'ennesima operazione che oggi vede sfruttare a mo' di moda, la corrente "Biodinamica".
A maggior ragione adesso che e' saltato fuori anche lo "scandalo" vino contraffatto e vino non original... (qui, giusto per approfondire, una visione "controcorrente" a tal proposito).

A mio modesto parere, benissimo per il distributore Carcano e la sua Velier che hanno palesemente e trasparentemente finalita' commerciali, ma anca no per slow food, che una volta macinata queste di mode, chissa' verso quali lidi si dirigeranno .... sexfood mai eh?? :8)

w le tinte fosche!

sabato, aprile 05, 2008

Aspettando Nicolas Joly ...


un post in real time (sto provando il nuovo modem Alice Mobile di Tim) dal parcheggio di Ca' Scapin a Santa Maria di Zevio (VR), dove tra un quarto d'ora inzia la conferenza di Nicolas Joly sul vino biodinamico ecc... occhio perche' ospite d'eccezione sara': Carlin Petrini!!! (e che c'azzecc'??) eh si ... appena Slowfood fiuta profumo/aroma/retrogusto di business, eccolo che appare miracolosamente .
a presto

lunedì, marzo 03, 2008

Aspettando le visite ispettive

Da quando e' scoppiata un po' tutta il bailamme sul Balsamico (il Balsaimme?), e' normale vivere con quella sana tensione propositiva (terrore) per una visita ispettiva da parte dei Nas (anche se io vorrei i Ris4 che mi piacciono molto).


Dalla settimana scorsa si aggiunge l'attesa degli ispettori della Repressione Frodi.
Sembra che abbiano una bella lista di 80 e passa Acetaie tra Reggio e Modena da verificare NON tanto per quanto riguarda l'aspetto produttivo MA, badate bene ... per la denominazione/etichettatura dei Condimenti.
Ma come? Che c'azzecca? E' storia vecchia che il Condimento (quel prodotto "figlio di nessuno", senza tante regole ecc.. ma che fa la fortuna di tante Acetaie) non si potesse accostare al termine "Balsamico" + altre caratteristiche tali da poter trarre in inganno e confonderlo con il Tradizionale (o il Balsamico di Modena industriale). In questo senso la sentenza a sfavore di Cavalli e Picci di inizio anni 90, era l'unica decisione in merito.

La cosa "buffa" e' che da quel momento, con ogni buon proposito possibile, era stato costituito un "Consorzio per il Condimento Alimentare Balsamico" (entrarvicisivi tra l'altro costava qualche migliaia di Euro ...!!) proprio per arrivare a dare un riconoscimento, un disciplinare, una "dignita' ufficiale" al Condimento.

Ebbene, dato che una gran ufficialita' non e' mai arrivata (chenneso', dal Ministero ad esempio), tutti quelli che hanno aderito a quel Consorzio ed hannno osato chiamarlo Condimento (alimentare) Balsamico o che cmq abbiano utilizzato impropriamente il termine "Balsamico", si vedranno notificare una sanzione di qualche migliaia di euro.

Noi abbiamo adottato la strada del "fai da te", nel senso che i nostri Condimenti si chiamano con nomi di fantasia: Condimento San Giacomo, Agro di Mosto, Essenza ad esempio.

Ma solo perche' abbiamo una gran fantasia :-)

Vedremo se dovessero rilevare "altri elementi" che potrebbero trarre in inganno.
Spero di no, visto gli sforzi che facciamo per essere " un po' " trasparenti sulla questione!

Intanto accendiamo ceri ed incensi propiziatori ... il tutto, sia chiaro, solo perche' NONOSTANTE NOI SI SIA IN REGOLA IL PIU' POSSIBILE ... se c'e' un'ispezione c'e' quella convinzione popolare-radicata che "comunque vada, qualcosa lo tirano fuori!"

----------------- English Version

Awaiting the Inspectors!!
Ever since this chaos on traditional balsamic vinegar exploded, I believe it’s normal to live with that anxiety on the arrival of the NAS’ inspective visit. ("U.S Food and Drug Administration" (FDA)and in UK "Health and Safety Executive" (HSE).
From last week onwards we have also been waiting for the fraud repression inspectors.

Apparently they have a list of 80 or more Acetaie between Reggio e Modena to check on, NOT to control and check on production BUT, pay attention: regarding the denomination-tagging of condiments.

What? What do condiments have to do with this? It’s an old story that Condiment (product that doesn’t have clearly defined “parents” but that means safety for many Acetaie) can’t be called Balsamico or look like it, have characteristics similar to the Traditional Balsamic Vinegar that could “trick” buyers confusing them with the original. In this sense the verdict against Cavalli and
Picci in the early ‘90’s was the only decision made concerning this matter.
The funny thing is that ever since that day, with positive intentions, a consortium was created “
Consortium for the Balsamic Condiment
” (becoming part of it cost some thousand euros….!!!) in order to give an official recognition and “official dignity” to all Condiment.

Well, since this official moment never arrived, all those who were part of the Consortium and dared calling it Balsamic Condiment or used the term balsamic inappropriately will receive a sanction of some thousand euros.
We did it our way, in the sense that our condiments have made up names such as: San Giacomo Condiment, Agro Di Mosto or Essenza for example.
But only because we have a wild imagination!

Let’s see if they should find any other elements that could trick us. I hope not, since we do our best to be clear on the matter!
In the meantime let’s cross our fingers…..only because although we respect laws and rules as much as possible……when these inspections arrive there’s that feeling that “they always find something!!” :-)


lunedì, gennaio 14, 2008

Azz! Mi e' sfuggito il compleanno... (Sh..t! Forgot about my birthday….)

il mio! (era l'11)
mine! (was on the 11th)

Le candele corrispondono agli anni ovviamente.
The candles obviously correspond to the number of years…

E in piu' abbiamo, piu' saggi e maturi che mai, Claudia (Giacomo's wife) & Claudio detto Lodo.
We also have, wiser and more mature than ever, Claudia(Giacomo’s wife) and Claudio, a.k.a. Lodo.

Inoltre da sinistra, Gio, appunto Lodo, Claudio ... tutti capri&corni
As seen from the left, Gio, Lodo, Claudio….all capri..corns

Il cappello l'ho regalato agli altri ma mi sono dimenticato di prenderlo per me, per cui ho riciclato quello di capodanno.
I got hats for everyone but forgot about mine, so I simply used my new year’s one..

E quale miglior regalo rispetto a questo di oggi della Gazzetta di Reggio?
And which better gift if not this headline seen today on the Reggio Gazette?


Beh ... non male ... anche se non amo Raspelli, certe cose fanno cambiare momentaneamente idea :-)
Not bad….although….I don’t love Raspelli, some things can momentarily make you change your mind….

On-line qui (online here!).

martedì, novembre 20, 2007

E' pronta la CGM ... la Cantina del Gatto M!

La Cantina di chi? di cosa? di come? del Gatto M ovviamente.

Finalmente il Gatto M ha la sua Cantina pronta per essere riempita di vini buoni buoni.

Ecco due foto giusto per i posteri, ancora fresche di montaggio, le mensole spaziali ad ingombro modulare e crescente con travetti originali in legno da vite, il tutto opera dell'Arch. Gino Torelli e del mastro legnaio Titi. Grazie!

Ed ecco cosa, in una cantina, non puo' mancare, tanto che c'erano pure prima delle mensole :8)


Lasuacantina in realta' volevo subito chiamarla "la cantina del Ragno V", dato che c'e' sempre un simpatico ragno bello in carne, e molto V(ivo); ma poi non volevo togliere la scena al Gatto M che altrimenti mi tornava dall'aldila' :-/

A proposito di nomi ... un piccolo aggiornamento sulla questione "panettoncinodolcettotortinasofficeecc..ecc..". Il sondaggio sul nome vincerà il premio di durata perche' è ancora aperto e lo sara' fino al prossimo anno, almeno fino a quando non faremo 'sta benedetta scatola che quest'anno e' finita, come dire ... un po' lunga sui tempi.

Si accettano sempre consigli quindi.
Per ora ,chi lo desidera ordinare lo chiama "coso"(non provate a pensare che lo chiami cosi'!)